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Tale of the lost boys (Storie di ragazzi perduti), film di coproduzione filippino-taiwanese del regista filippino Joselito Altarejos, affronta questioni di identità e appartenenza, incarnate dalle storie di un meccanico filippino e di uno studente aborigeno di Taiwan. La multiculturalità del film è confermata dall’uso di tre-quattro linguaggi differenti: il cinese mandarino, l’inglese, il linguaggio della tribù Atayal e il tagalog, lingua originale delle filippine, che nell’uso corrente prevede l’inserimento in apparenza casuale di termini inglesi e spagnoli!
L’isola di Taiwan, chiamata Formosa dai portoghesi per la sua bellezza, è stata abitata per migliaia di anni da popolazioni tribali imparentate geneticamente e linguisticamente con i gruppi etnici polinesiani, delle Filippine, Indonesia e Malesia. Oggi i popoli ex aborigeni taiwanesi rappresentano appena il 2-3 % della popolazione di Taiwan, cercando di conservare quanto possono delle loro culture e lingue di fronte alla preponderanza della popolazione cinese han, giunta sull’isola a ondate successive fino alla definitiva occupazione nel 1945 da parte del Kuomintang e del generale Chiang Kai-shek.
Aborigeni Atayal (inizio ‘900)
Gli Atayal, di cui fa parte uno dei protagonisti del film, sono una delle principali tribù aborigene di Taiwan. Si ritiene che il popolo Atayal sia anticamente emigrato a Taiwan da varie zone dell’Asia, ma studi genetici hanno anche trovato somiglianze tra Atayal e abitanti delle Filippine.
Proprio l’appartenenza a due etnie così vicine come la Filippina e l’Atayal costituisce il motore narrativo del film, la profonda amicizia che si sviluppa fra un filippino in visita a Taiwan e un barista gay proveniente dalla tribù Atayal.
Alex (il filippino) non riesce a recuperare un senso di identità dopo l’abbandono da parte dei genitori, mentre Jerry (atayal Ta Su) si sforza di venire a patti con le responsabilità tribali e la sua identità sessuale di fronte ai genitori. Divisi tra famiglia e identità, i due giovani trovano conforto l’uno nell’altro.
Una sentenza della Corte Suprema di Taiwan del maggio 2019 autorizza i matrimoni gay per la prima volta in Asia. Nonostante le persistenti difficoltà per le persone gay, il clima culturale e sociale di Taiwan ha permesso per la prima volta di affrontare tali problematiche anche dal punto di vista della comunità aborigena di Taiwan.

