Archivi tag: Islanda

Rökkur – Rift (Islanda, 2017)

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Direzione e sceneggiatura di Erlingur Thoroddsen.
Rökkur è il nome del luogo e della casa dove i protagonisti si trovano e dove si svolge la vicenda del film. In islandese rökkur significa “crepuscolo” (come dire twilight), ben lontano dal titolo inglese “Rift” (fenditura, crepaccio) con il quale circola comunemente. Rift comunque fa riferimento al campo di lava vulcanica prossimo alla casa, pieno di insidiose fenditure, ma anche alla frattura avvenuta nella relazione fra i due protagonisti, Gunnar ed Einar: mentre Gunnar dopo la rottura sembra aver recuperato con facilità iniziando una nuova storia d’amore, Einar invece si sente perso e alcuni mesi dopo decide di trasferirsi in un cottage isolato di proprietà dei genitori, per cercare di superare il dolore.
I due protagonisti, autentici attori di teatro, reggono il film quasi da soli e in modo molto convincente, interpretando una coppia tormentata dagli spettri del passato e del presente, persi in un mistero avvolto da ombre maligne, rivelazioni dolorose e dubbi senza risposta. A questo contribuisce fortemente il paesaggio islandese, spettrale e ricco di scenari quasi alieni. Una visione ipnotica e misterica che sembra trasportare in un’altra dimensione, ancestrale e selvaggia, dove niente è quello che sembra e tutto può essere il contrario di tutto.

La storia non risolve mai l’ambiguità di fondo: potrebbe essere un’allegoria psicologica tutta interiore, basata su demoni del passato che i protagonisti non hanno ancora elaborato e che ancora li perseguitano, ma potrebbe anche essere un terribile fatto di cronaca nera, di omofobia. In ogni caso è un coinvolgente thriller psicologico con venature orrorifiche, dall’atmosfera ambigua e sfuggente.

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Órói – Jitters (Islanda, 2010)

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Órói, noto anche con il titolo internazionale Jitters, è un film islandese del 2010 diretto da Baldvin Zophoníasson.
Il film è stato presentato al Toronto International Film Festival il 7 aprile 2011.

Dramma a tinte fosche e decisamente senza troppe speranze, Órói è ambientato in un’Islanda popolata da adolescenti perduti, figli di genitori distrutti, un panorama sociale inquietante e devastante che rispecchia il paesaggio dell’isola, un paese silenzioso e cupo, isolato dal mondo e chiuso nella sua bolla.
Gabríel vive la sua tranquilla esistenza di adolescente islandese tra festini a base di sesso ed alcool, amiche che vogliono suicidarsi e famiglie distrutte da divorzi, fughe, madri alcolizzate e nonne fuori di testa.
La sua vita piatta e noiosa viene però sconvolta da un viaggio studio in Inghilterra dove conosce Markús (che vive a due passi da casa sua) col quale si instaura un legame forte che si conclude con un bacio appassionato.
Al ritorno a casa Gabríel dovrà riconsiderare le sue priorità e soprattutto le sue emozioni. Ma prima della liberazione reale ci saranno ancora pesanti tragedie da affrontare.

Nota: avevo tradotto i sottotitoli per questo film diversi anni fa, senza poi pubblicarli sul blog. Il file era rimasto abbandonato in remoti hard disks non più usati, dimenticandomi poi di tutto. Per fortuna ne avevo salvata una copia su Opensubtitles.org, dove l’ho riscoperta e revisionata quando ho deciso (per la seconda volta!) di pubblicare il film sul mio blog.

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Due film sul calcio 1 – Eleven men out (Islanda, 2005)

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Titolo originale: Strákarnir okkar
(trad: I nostri ragazzi – come viene chiamata la squadra nazionale islandese).
Regia: Róbert Ingi Douglas

Lo scorso 4 ottobre 2018 al Florence Queer Festival di Firenze è stato proiettato in anteprima il documentario “Il calciatore invisibile”, scritto e diretto da Matteo Tortora, e realizzato con una raccolta fondi su internet, il cosiddetto crowdfunding ( https://www.produzionidalbasso.com/project/il-calciatore-invisibile/ ).
Il documentario è il primo in Italia a trattare apertamente la storia di una squadra amatoriale di calcio composta da giocatori omosessuali, il Revolution Team di Firenze. L’omosessualità nel calcio esiste ma non si vede. Come ha dichiarato di recente l’ex giocatore della Roma, Radja Nainggolan: “I calciatori gay non fanno outing, sarebbero finiti”.
Date le enormi difficoltà che ancora in tutto il mondo si frappongono a considerare normale la presenza di giocatori gay nel calcio, ho pensato che fosse interessante recuperare un vecchio film islandese del 2005 (Strákarnir okkar, più conosciuto come Eleven men out) a confronto con uno più recente dalla Svizzera (Mario, 2018), per mostrare come dal 2005 il tempo sia passato abbastanza inutilmente, resistendo ancora fortemente il tabù della relazione tra la realtà Lgbt e lo sport più amato nel mondo: il calcio.

Direi di più: il film islandese del 2005 mostra un movimento LGBT allo stato nascente, ancora pieno di speranza e ottimismo, mentre il film del 2018, nell’era della ventata reazionaria e omofoba che attraversa l’Europa, è molto più pessimista sulla possibilità di scardinare i meccanismi economici che governano implacabilmente il calcio.

 

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Viðrar vel til loftárása – Sigur Rós (Islanda, 2001)

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Nota: la traduzione sul file di sottotitoli del testo della canzone non è necessaria alla comprensione della vicenda narrata dal video, di per sé autosufficiente.

Viðrar vel til loftárása (Il tempo è buono per un attacco aereo), è il titolo di una bellissima canzone del gruppo islandese Sigur Ros, dal loro secondo album “Ágætis byrjun” (“Eccellente inizio”) del 1999, da cui prende il titolo la videoclip del 2001 girata dai registi Stefán Árni Þorgeirsson e Sigurður Kjartansson (Siggi & Kinski), della durata di 8 minuti.

La canzone ha preso lo spunto da un sarcastico annuncio di uno speaker del bollettino meteorologico radiofonico durante la guerra del Kosovo (Il tempo è buono per un attacco aereo), dunque di spirito pacifista.
Il video invece contiene una forte denuncia dell’omofobia, è di una bellezza sconvolgente e merita più di una visione superficiale.

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