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C.R.A.Z.Y. (Canada, 2005)

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Di recente è morto a 58 anni per un infarto il regista franco-canadese Jean-Marc Vallée, il giorno di Natale 2021. Il pensiero è subito corso a C.R.A.Z.Y. , film da lui diretto nel 2005 che mi piace ora riproporre. Per una straordinaria coincidenza la sua morte è avvenuta nello stesso giorno della nascita di Zac, il protagonista di C.R.A.Z.Y. Nel film Jean-Marc Vallée fa anche una breve apparizione come giovane prete.
Girato in Canada, C.R.A.Z.Y. è stato presentato in anteprima al pubblico italiano il 18 settembre 2005, durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nel 2006 è poi uscito nelle nostre sale cinematografiche.
Rispetto al doppiaggio italiano di allora devo segnalare l’elevata qualità dei suoi dialoghi, il cui adattamento è stato curato da Tonino Accolla, considerato il padre dei doppiatori italiani. E in effetti mi sono ampiamente ispirato alla sua trasposizione per la traduzione dei sottotitoli.
Il titolo del film fa riferimento alle iniziali dei nomi dei cinque fratelli protagonisti della pellicola: Christian, Raymond, Antoine, Zachary e Yvan. Un altro riferimento è alla canzone “Crazy” di Patsy Cline, che il padre di Zac ama pazzamente.
La colonna sonora del film è probabilmente uno degli elementi centrali e più importanti : nel film compaiono dei brani di Patsy Cline, dei Pink Floyd e dei Rolling Stones e il brano “Space Oddity” di David Bowie.
Il brano di Charles Aznavour, Emmenez-moi, viene inserito in più parti del film, spesso cantato dal padre. Quest’ultimo canta, durante il ventesimo completanno di Zac, anche altre canzoni dello stesso autore come Hier Encore.

Accanto a Zac, l’altro vero protagonista del film è suo padre. Il film ci racconta infatti due storie d’amore: l’amore disperato e a volte impossibile del padre per i figli, e l’amore di un figlio per il padre, un amore così forte da costringere Zac a vivere una menzogna insopportabile. Zac è diverso da tutti i suoi fratelli, ma vuole disperatamente essere accettato da loro. Lentamente Zac scoprirà la sua vera natura e riuscirà infine a convincere suo padre ad accettarlo per quello che lui è.

Nota: nella traduzone mi sono imbattuto in espressioni linguistiche a suo tempo censurate nel doppiaggio italiano: si tratta di imprecazioni a carattere blasfemo, dette “sacres” (qui una pagina Wikipedia molto dettagliata), che fanno riferimento ad elementi della religiosità cattolica (il film è ambientato nel Quebec francofono e cattolico), e che mi è piaciuto conservare nella loro spontaneità. Ricordiamoci che i più gandi bestemmiatori (in Italia rivolgersi a toscani e veneti), contrariamente a quanto si potrebbe pensare mostrano in tal modo di riconoscere l’esistenza della divinità alla quale, come diceva Malaparte, si rivolgono da pari a pari, con la confidenza di chi ti conosce bene.

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Closet monster (Canada, 2015)

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Closet Monster è un film del 2015 scritto e diretto da Stephen Dunn, giovane regista di 26 anni alla sua prima prova importante. I riferimenti all’altro enfant prodige del cinema canadese, Xavier Dolan (J’ai tué ma mère) sono inevitabili, ma Dunn sviluppa comunque un suo personale stile del quale speriamo di vedere ulteriori sviluppi.
Closet Monster approfondisce la difficoltà dell’adolescente a comprendere le proprie inclinazioni, fra desideri e paure, e con la presenza ingombrante del super-io paterno. Nel film il conflitto con il padre, prima ancora di un conflitto fra individuo e cultura della società, è un conflitto vissuto interiormente dal protagonista, e per questo anche più drammatico.
Per un approfondimento rimando all’eccellente scheda su Cinemagay.it (https://www.cinemagay.it/film/closet-monster/)

Il film ha vinto il premio come miglior film canadese al Toronto International Film Festival 2015. Il titolo del film, letteralmente Il mostro nell’armadio, fa riferimento ai vestiti nell’armadio della madre del protagonista, che lo ha abbandonato quando era piccolo.

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J’ai tué ma mère (Canada, 2009)

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Il canadese del Quebec Xavier Dolan ha scritto la sceneggiatura all’età di sedici anni. In un’intervista ha affermato che il film è in parte un’autobiografia. Oltre ad essere il regista, lo sceneggiatore e l’attore protagonista del film, Dolan è anche il principale produttore dello stesso, il tutto all’età di 19 anni.

Film Festivals
Il film è stato mostrato in anteprima al Festival di Cannes il 18 maggio 2009, vincendo tre premi  nella sezione Quinzaine des Réalisateurs.  In seguito ha vinto molti altri premi in diversi festival internazionali.

IKilledMyMotherCover

il film racconta la storia del sedicenne Hubert Minel e del suo complesso edipico materno post-freudiano. Hubert non ama affatto sua madre anzi, travolto dalla furia adolescenziale, ne vede solamente i pullover trasandati, le decorazioni kitch, le briciole di pane sulle labbra quando mangia rumorosamente, la sua vita infelice da madre single divorziata.

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