We best love 2 – FIGHTING MR. 2ND (Taiwan, 2021)

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Ecco l’atteso sequel della serie taiwanese We Best Love: N° 1 for you, uscita come previsto nel marzo 2021.

La seconda serie ha iltitolo di We best love: Fighting Mr. 2nd, con riferimento alla disputa fra i due protagonisti per chi deve arrivare primo, non importa dove, se nella scuola, nello sport, nel lavoro o nella vita.
Fin dall’inizio Zhou Shu Yi guarda la classifica di classe e vede ancora una volta il nome di Gao Shi De sopra il suo. Non capisce perché si sia sempre classificato secondo da quando Gao Shi De è entrato nella sua vita. La seconda serie vede in qualche modo una rivincita di Zhou Shu Yi su Gao Shi De: passati cinque anni, Zhou Shu Yi sembra trovarsi nella situazione favorevole per superare finalmente l’odiato-amato rivale Gao Shi De.

Sui siti specializzati si annuncia che la terza serie è già in lavorazione, cercheremo di essere presenti anche a questo appuntamento.

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Gameboys – serie WEB (Filippine, 2020)

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Episodi: 13 + 1
regia: Ivan Andrew Payawal

Di recente ha chiuso improvvisamente il blog Pinkmilkmonster.blogspot.com, specializzato nel genere BL di provenienza asiatica. Il blog è stato rimosso dalla piattaforma BLOGGER (di Google) a seguito di segnalazioni nate da una delle tante guerre fra blog concorrenti, dispute dalle quali mi tengo accuratamente fuori (e speriamo che basti).
In ogni caso ho avuto occasione di pescare fra il materiale da loro prodotto, e senz’altro uno dei più piacevoli e divertenti è stata la serie Gameboys, prodotta nelle Filippine nel 2020.
La data non è a caso, in quanto affronta il problema della comunicazione nel periodo peggiore di chiusura causato dalla pandemia di COVID-19, che ovviamente non ha risparmiato l’arcipelago in questione.
Interessanti le modalità delle riprese: i primi nove episodi della serie sono stati girati completamente online a causa delle restrizioni di quarantena. Gli attori principali Elijah, Kokoy, Adrianna e Kyle sono stati invitati a montare i fotogrammi e truccarsi da soli- e il regista ha diretto le riprese online. Anche i membri della famiglia di Kokoy De Santos ed Elijah Canlas sono stati accreditati per aver aiutato la produzione, mentre gli attori stessi recitavano da casa loro. Anche il fratello di Elijah, Jerom, e il padre Rommel, hanno agito nella serie rispettivamente come fratello e padre di Cairo. Questa situazione ha contribuito senz’altro alla freschezza e all’originalità della storia.

Gli attori protagonisti sono adorabili e la serie è scritta e giocata benissimo, tanto che Netflix si sta interessando per portarla sulla sua piattaforma, ed in questi giorni è uscita la notizia che verrà realizzato un film con gli stessi protagonisti.

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Dopo la chiusura del blog i video sono scomparsi dalla piattaforma russa sulla quale erano stati caricati, anche se continuano ad essere reperibili su Youtube ( https://www.youtube.com/watch?v=uvOfPBV-W6A ) con i sottotitoli tradotti in italiano dalle ragazze di Pinkmilkmonster. In alternativa ho reso scaricabili video e sottotitoli da MEGA, sperando di non incorrere nell’ira funesta di qualcuno.

Un’ultima notazione sulla strabiliante lingua usata nelle Filippine, un misto di tagalog, spagnolo e inglese, il tutto apparentemente mescolato a piacere di chi parla, per me assolutamente divertente.

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To my star – The movie (Corea, 2021)

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To my star è una fra le ultime e migliori serie BL prodotte in Corea, uscita nel 2021 su 9 episodi.

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Unendo le brevi puntate della serie è stato subito dopo ricavato un film di 2 ore che ne permette una visione continuativa.

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L’attore Kang Seo Joon è stato una delle star più grandi e famose della Corea del Sud, ma la sua carriera è ora in declino.

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Nonostante il suo calo di popolarità, Kang Seo Joon crede di aver avuto un cambio di fortuna quando incontra e si innamora di un giovane chef affascinante di nome Han Ji Woo.

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Nonostante abbiano personalità abbastanza diverse, i due iniziano una relazione. Tuttavia, il loro amore è minacciato quando il più conservatore Han Ji Woo e lo spirito libero Kang Seo Joon si rendono conto che la loro visione della vita, dell’amore e di tutto il resto appare molto diversa.

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Cammina sull’acqua (Israele, 2004)

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Cammina sull’acqua” (titolo originale ebraico: ללכת על המים – Lalekhet Al HaMayim) è un film del 2004 diretto dal regista Eytan Fox, del quale su questp blog ho già presentato Yossi & Jagger (2002) e Yossi (2012). Ho visto Cammina sull’acqua per la prima volta molti anni fa, in versione doppiata, e mi ha fatto subito una enorme impressione, tanto da rivederlo più volte in seguito, sempre con grande trasporto e partecipazione. Tornandoci sopra di recente, mi sono accorto che stranamente non sono mai stati tradotti i sottotitoli in italiano, impedendo così di godere dell’audio originale, realizzato in forma mutilingue: inglese, molto ebraico e tedesco, e anche arabo. Forse farà piacere vederlo a qualcuno che ancora non lo conosce, e ai tanti che già l’hanno visto nella versione doppiata.
Il film è basato su una sceneggiatura scritta da Gal Uchovsky, compagno di Eytan Fox.

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Il titolo ovviamente fa riferimento all’episodio fantastico del Vangelo, quando Cristo cammina sull’acqua del Mare di Galilea, ed è una trasparente metafora della speranza di vedere un giorno i popoli della zona, così aspramente divisi, raggiungere una volta una pacifica convivenza.
La colonna sonora del film include un’interpretazione del classico successo di Esther e Avi Ofarim “Cinderella Rockefella” cantata da Rita Kleinstein e Ivri Lider , nonché un remix di “Mary La’Netzach” (“Mary Forever” di Lider).

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El cazador (Argentina, 2020)

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El cazador è un film del 2020 del regista argentino Marco Berger, presentato in anteprima all’International Film Festival Rotterdam nel gennaio 2020.
I precedenti film di Berger [ su questo blog: Ausente (2011), Tension sexual – Volatile (2012), Hawaii (2013) ] sono in genere caratterizzati dal tema della tensione sessuale tra uomini, all’apparenza eterosessuali, che finiscono per cedere al desiderio di amici interessati.
Ne El cazador (che ho preferito tradurre non “cacciatore” ma “predatore“) il protagonista è stavolta un giovane adolescente, e tocca l’argomento è quello scabroso dei crimini di pedofilia e di abusi sui bambini e sugli adolescenti nelle reti web, sia pure senza farne il tema portante. Mentre i film precedenti sono incentrati su corpi maschili all’apice del desiderio, qui il desiderio è cancellato dal costante prevalere di spazi e ombre minacciosi, il cui terrore è sostenuto dalla misteriosa musica di sottofondo di Pedro Irusta, che già aveva firmato l’indimenticabile colonna sonora di Hawaii.

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Un accenno alla lingua, per la cui revisione ho avuto un aiuto prezioso dall’amico Luca del Cineforum EsseVu di Bologna. Infatti mentre i borghesi parlano un normale spagnolo castigliano, i ragazzi ed i personaggi del sottobosco equivoco usano la versione parlata di uno slang difficile anche da percepire all’ascolto. Speriamo di non essere incorsi in incidenti linguistici troppo gravi, il senso del significato credo comunque sia salvo.

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Hello, my youth – serie web (Cina, 2021)

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Titolo originale: 欢迎光临高中生 / Huan Ying Guang Lin Gao Zhong Sheng (Benvenuti studenti delle scuole superiori)
Titolo inglese : Hello, My Youth o anche Welcome High School Students.

Quello che propongo stavolta non è attinente stettamente alla “categoria” gay (come probabilmente qualcuno farà rilevare), ma riguarda una tipologia di narrazione in voga da alcuni anni soprattutto in oriente, il cosiddetto “bromance“: storie di profonde e intense relazioni affettive fra persone dello stesso sesso (in genere maschile), senza che ciò porti ad avere una relazione di tipo amoroso o sessuale. Ciò a dimostrazione del fatto che la sfera di sentimenti alla quale sovraintende Eros non è univoca, ma sfaccettata in molte dimensioni, forse tante quante sono i componenti dell’umanità. I sentimenti derivanti dall’amore variano con il variare delle condizioni materiali e psicologiche, ma sono costituiti dalla stessa materia creata a custodita da Eros: l’amore verso la prole, l’amicizia, la passione amorosa, il desiderio sessuale, il sentimento religioso… fanno capo tutti a questa unica sorgente primordiale.

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Uscito in Cina nel gennaio 2021 come una serie di 20 mini episodi sulla rete web Youku, la stessa rete ha gentilmente fornito un collage organico dei 20 episodi in unico file di 1 ora e 40 minuti. Ogni episodio conclude comunque un piccolo avvenimento in cui si trovano coinvolti i ragazzi protagonisti, ma si evita così lo stress di dover aprire un nuovo file ogni qualche minuto, e non è poco.
La serie naturalmente è senza pretese, ma si può rimanere piacevolmente sorpresi. I personaggi principali hanno personalità delineate e ben integrate in ogni racconto, giovani interpreti sono all’altezza di una trama che non ha bisogno di essere elaborata per essere divertente.

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Caro inquilino -亲爱的房客 (Taiwan, 2020)

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Titolo internazionale: Dear tenant
Per i sottotitoli un grande ringraziamento agli amici del Cineforum EsseVu di Bologna, con cui collaboro da tempo, e che mi danno soprattutto un grande incoraggiamento nel continuare a sviluppare questo blog.
Sono stati loro a suggerirmi questo commuovente film da Taiwan, dove la recente conquista del matrimonio ugualitario, primi in tutta l’Asia, non cancella ovviamente le difficoltà di accettazione dei rapporti di coppia omosessuali, introducendo inoltre problematiche quali l’eutanasia e l’adozione per le coppie gay.
Il film è costruito come un giallo, del quale non è possibile raccontare quasi niente per non togliere il gusto di uno svelamento progressivo delle situazioni e dei sentimenti dei personaggi.

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Sull’isola il film ha avuto un buon riscontro di pubblico e premi, soprattutto per la grande interpretazione del protagonista Mo Tzu-yi (Lin Jian-yi) e dell’anziana Chen Shu-fang (Chou Xiu-yu).

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Gewoon vrienden – Solo amici (Olanda, 2018)

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Gewoon vrienden è un film olandese per la televisione a tema LGBT, diretto dalla regista Ellen Smit (nome d’arte). Da notare che a film finito la regista ha voluto prendere le distanze dall’opera, troppo rimaneggiata in post produzione, firmandosi con un nome diverso dal suo vero nome: Annemarie van de Mond.
Il film è stato proiettato nella serata inaugurale del Perth International Queer Film Festival e ha vinto il Premio del Pubblico dopo essere stato presentato al MIX Milano International Lesbian and Gay Film Festival .

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Una bella storia multiculturale, quasi senza cliché, in questo film girato per la televisione, parte di una serie di film sul tema dell’amore. Qui abbiamo l’amore gay che nasce spontaneo ed immediato tra due ragazzi assai diversi, sia nel carattere che nel retroterra culturale, capaci però di esprimere una fantastica e contagiosa chimica. Il punto forte del film, una commedia romantica gay, è proprio questa storia d’amore, espressa bene in alcune deliziose scene, come quando vediamo Yad dare lezioni di surf a Joris o quando giocano ad avvicinarsi mentre sono sulla giostra.

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Umibe no étranger (Giappone, 2020)

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Un anime giapponese di 58 minuti uscito nel 2020, basato sull’omonimo manga Umibe no étranger (Lo straniero della spiaggia). Il manga, della mangaka Kii Kanna, è uscito nel 2013-2014.
Secondo animeclick.it «Il tratto della mangaka è semplice, tondeggiante e leggero ma imprime forza e vitalità in ogni scorcio di paesaggio che rappresenta, nonché nelle espressioni dei suoi personaggi, nei loro sguardi e nel modo in cui si muovono. Il disegno delicato e l’atmosfera a tratti onirica di quest’isola fanno sembrare Umibe no étranger quasi una favola, una storia accaduta in un luogo fuori dal mondo in cui un piccolo miracolo è stato possibile».

L’anime soffre un po’ della costrizione della storia in poco meno di 1 ora, ciò che non da alla vicenda la possibilità di distendersi adeguatamente, riuscendo comunque a renderne l’atmosfera onirica e sentimentale.
Una storia toccante, che avvevo già letto anni fa con grande piacere, aumentato ora dal fatto di averla trovata incarnata in un anime. Attualmente è possibile leggere il manga anche in una versione in italiano, pubblicato a cura delle edizioni Flashbook di Bologna ( link ).

PERSONAGGI
Hashimoto Shun
Shun è un romanziere gay di 27 anni (all’inizio della storia ne ha 24). Originario di Hokkaido si è trasferito su una piccola isola di Okinawa per vivere con sua nonna dopo che i suoi genitori hanno conosciutovil suo orientamento sessuale. Sebbene sia attratto da Mio è riluttante a rivelarsi a lui poiché, oltre ad aver subito nel corso degli anni un forte ostracismo per la sua omosessualità, è convinto che Mio non lo ricambierebbe. Dopo il ritorno di Mio sull’isola Shun sembra aver perso la sua spensieratezza ma grazie a quest’ultimo la ritrovervà.
Chibana Mio
All’inizio della storia Mio è uno studente di 17 anni estremamente schivo a causa della precoce morte della madre. Dopo aver conosciuto Shun per breve periodo ed essersene segretamente innamorato si allontana dall’isola per 3 anni. Ormai ventenne Mio decide di tornare da Shun per dichiaragli il proprio amore, anche se qust’ultimo inizialmente è restio ad accettare.
Sakurako
Sakurako è l’amica d’infanzia di Shun che sa della sua omosessualità sin dai tempi del liceo. Attraverso un matrimonio combinato è stata anche la sua fidanzata, fino a quando Shun non ha fatto coming out con i genitori ed è fuggito. Nonostante ciò Sakurako è ancora innamorata di lui.
Eri
Eri è una donna che in precedenza ha vissuto con Shun e sua nonna a Okinawa prima di trasferirsi a vivere con la sua ragazza Suzu.
Suzu
Suzu è la ragazza di Eri.

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And then we danced (Svezia – Georgia, 2019)

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Titolo originale Da chven vitsekvet

Bellissimo film del regista Levan Akin, svedese ma di origine georgiana, presentato al Festival di Cannes 2019. Presentato anche al Lovers Film Festival di Torino nell’ottobre 2020. Il film è stato scelto come candidatura per la Svezia agli Oscar 2020.
Il film inizia con Merab, il protagonista, in una sala prove di ballo mentre, di fronte ai compagni ed al rigido insegnate, sta eseguendo l’Adjarian duet, uno stile della danza folk georgiana che si esegue in coppia. Il ballo però viene interrotto bruscamente: per l’insegnate Merab è ancora troppo soft, nei suoi movimenti non c’è abbastanza vigore, potenza e virilità, come vuole la danza tradizionale. “La danza georgiana è lo spirito della nostra nazione”. E ancora: “Devi sembrare un monumento”, redarguisce il maestro.
La Georgia, situata nel Caucaso fra Europa e Asia, è un piccolo stato dell’ex blocco sovietico divenuto dipendente nel 1991, ma risentendo tuttora dell’oppressione politica e culturale post URSS. Nonostante il forte controllo esercitato da una Chiesa Ortodossa particolarmente retriva, ad oggi la Georgia conservatrice aspira a far parte della Comunità Europea. Non è dunque affatto facile in uno stato così immobile e reazionario, raccontare ciò che non è ammesso: la storia d’amore tra Merab, un giovane ballerino del Georgian National Ensemble e Irakli, danzatore giunto nella capitale Tbilisi per sostituire un membro del corpo di ballo.

La tradizionale danza georgiana ha origini medioevali. Raffigurando i due momenti del corteggiamento e della battaglia, si esprime attraverso movimenti eseguiti in coppia, dove però i corpi, non si sfiorano quasi mai. In “And then we danced” il divieto di sfiorarsi viene capovolto, riportando al centro il linguaggio universalmente riconosciuto e riconoscibile del corpo, e restituendo valore alla tenerezza maschile come possibilità opposta a un machismo imperante e nocivo.

Polizia in Georgia all’anteprima del film

La Chiesa Ortodossa Georgiana ha condannato “And then we danced” anche prima che arrivasse sul grande schermo, rilasciando dichiarazioni contrarie anche durante le sue riprese. Quando è stato proiettato in anteprima a Tbilisi e nella città costiera di Batumi l’8 novembre 2019, i protestanti di estrema destra, sempre con il supporto della chiesa, hanno impedito agli spettatori di entrare nei cinema. Ma questa volta il governo ha reagito mandando la polizia a difendere gli spettatori e ad arrestare i protestatari, quindi permettendo lo svolgimento dell’anteprima. Qui un utile approfondimento sulla situazione LGBT in Georgia (https://it.globalvoices.org/2020/09/in-georgia-il-cinema-e-lultimo-punto-di-rottura-nella-lotta-per-i-diritti-lgbtq/)

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