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Test (U.S.A. 2013)

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Siamo a San Francisco, nel 1985. Una intera comunità, quella gay, in una delle città dove si conduceva una vita sfrenata, comincia ad avere paura. Una minaccia ancora abbastanza oscura e sconosciuta, ma di cui si cominciava a percepire il pericolo, aleggia ed incombe su di loro. Lo stigma, che inizia a circolare sui giornali e sui muri, di gay contagiosi e portatori di questa nuova misteriosa malattia, l’AIDS. I protagonisti, Frankie, interpretato da Scott Marlowe, e Todd, interpretato da Matthew Risch, ci  accompagnano  nel loro percorso attraverso le loro ansie nei confronti di quel nemico invisibile eppur così pericoloso, che di lì a poco sarebbe esploso falcidiando intere generazioni di loro coetanei e non solo. Il film in realtà non è drammatico, ma quasi “didattico”, ed anzi, ha dei momenti dove non mancano battute umoristiche tra i due protagonisti, che si punzecchiano l’un l’altro. Illustra le paure di quegli anni, i primi test a disposizione, l’ansia in attesa dell’esito, la necessità di utilizzare il profilattico, una minore promiscuità. Il tutto attraverso l’esperienza della danza e di uno spettacolo teatrale  vissuto dai due protagonisti. Bella la colonnna sonora, su cui spicca una delle mia canzoni favorite di quegli anni, la bellissima e struggente Smalltown Boy, dei Bronski Beat, uno dei primi video musicali queer di quegli anni, dal forte impatto per la comunità gay e non soltanto. Un video ancora bellissimo a distanza di quasi 40 anni (!) e di cui consiglio assolutamente la visione qualora a qualcuno di voi fosse sfuggito.


locandina test

Frankie e Todd  sono affiancati da una serie di ballerini che danzano insieme a loro presentandoci uno spettacolo di corpi sinuosi e conturbanti che renderanno la visione di questo film assai piacevole. Il film fu presentato a Torino quando ancora si chiamava Torino Festival LGBTQ, durante l’edizione del 2014.Il film ottenne 3 premi e tre candidature (Fonte IMDb). La pellicola viene rilasciata in formato .MKV con i sotto titoli, in formato .ASS, direttamente incorporati. (Per ogni chiarimento, dubbi, domande ed altro scrivete a enrico8@virgilio.it). By Sauro, 2022 11 30.

Cast
Scott Marlowe è Frankie
Matthew Risch è Todd
Evan Boomer è Tyler
Kevin Clarke è Bill
Kristoffer Cusick è Walt

Damon K. Sperber è il Dr. Corbett

Regia di Chris Mason Johnson

Un bel primo piano su Scott Marlowe ( Frankie )

Un inteso primo piano di Matthew Risch (Todd)

Una scena del film

Una scena di danza; la danza è uno dei leif motiv del film

Un momento di tenerezza tra Frankie e Todd

Il trailer del film Test

Il Video storico di Smalltown Boy dei Bronski Beat colonna sonora di Test

After Louie (USA 2017)

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Oggi Vi presentiamo un film che fu un evento centrale al 31 London LGBT Film Festival, e al Gender Bender 2017.
Si tratta di After Louie, interpretato dagli ottimi Alan Cumming (premiato e dichiarato), Wilson Cruz, e dal  bel Zachary Booth. Il drammaturgo e saggista Larry Kramer lo presenta così: “La mia prima impressione è di non aver mai visto un film gay come questo. E’ un film eccezionale. Il regista Vincent ha catturato aspetti del nostro mondo che non si sono mai visti al cinema, e insieme allo sceneggiatore Anthony hanno scritto qualcosa di veramente sorprendente e meraviglioso. La storia e il tema sono universali e interessano tutte le generazioni. Certamente racconta di persone molto più giovani di me, ma io mi sono ugualmente identificato ed ho sentito quei personaggi, quelle situazioni, quei drammi inerenti alle loro vite, come non dissimili da quello che noi abbiamo attraversato, sia come giovani in cerca d’amore o come anziani che si guardano indietro. E’ un film che avrà risonanza per tutte le generazioni”. Un film intenso, che mette in risalto il contrasto tra il passato, con particolare riferimento a coloro che hanno vissuto i primi anni dell’AIDS, ed i giovani di oggi, che vivono la cosa in maniera completamente diversa. La trama non la riveliamo per non rovinare la suspense.

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Noi speriamo che questo  film vi piacerà quanto è piaciuto a noi, confidiamo in un Vostro riscontro, lasciateci per cortesia un vostro gradito commento.  After Louie ha ottenuto 2 premi e due nominations.  (Fonte: IMDb). By Sauro

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A wake (USA, 2019)

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Il caso ha voluto che mi trovassi a considerare contemporaneamente per la pubblicazione sul blog due film recenti, diversi per clima culturale e sviluppo drammatico, ma accomunati da uno stesso argomento: come un adolescente affronta la perdita derivante dalla morte di una persona a lui vicina. Si tratta di A wake, film USA del 2019, e Été 85, del grande regista francese Francois Ozon. Ho portato avanti in contemporanea la sistemazione dei sottotitoli, ora li pubblico uno di seguito all’altro.
Inizio con A wake (Una veglia) del regista americano Scott Boswell.
Si tratta di una produzione indipendente, ambientata all’interno di una tipica famiglia americana di forte impronta religiosa e cristiana, i cui classici atteggiamenti omofobi trovano comunque rispondenza nella comunità e negli ambienti nei quali il protagonista Mitchel si è trovato a vivere. Una famiglia razzista e intollerante verso l’omosessualità, tanto che i genitori di Mitchel credono esplicitamente che essere gay sia un peccato per il quale l’anima brucerà per sempre all’inferno.
In questo contesto il giovane Mason si trova ad affrontare il senso di colpa e il trauma per la perdita del fratello gemello Mitchel, mentre la famiglia è all’oscuro dei risvolti segreti della vita di Mitchel: i segreti e il lutto hanno comunque un effetto tossico su tutti i componenti della famiglia.

Da segnalare la prestazione attoriale di Noah Urrea, che interpreta i due gemelli Mason e Mitchel. Naturalmente il budget del film indipendente non consente i trucchi oggi correnti, ma il regista ovvia utilizzando gli angoli di ripresa e il montaggio per creare scene in cui Urrea sembra parlare con l’altro personaggio che sta interpretando.

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Making love (USA, 1982)

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All’nterno dei film di genere Making Love è considerato forse il primo dramma hollywoodiano tradizionale ad affrontare i temi dell’omosessualità, del coming out e dei matrimoni di convenienza.
Nel 1982 erano usciti film come Personal Best , Victor/Victoria o Partner, nei quali si iniziavano a considerare i temi dell’omosessualità sotto una luce più tollerante e comprensiva.
Ovviamente era solo un inizio, per il ruolo principale di Zach il regista aveva contattato vari attori, fra cui Tom Berenger, Michael Douglas, Harrison Ford, William Hurt e Peter Strauss, ma tutti con varie scuse hanno rifiutato il ruolo, confermando così i timori dell’epoca che interpretare un ruolo gay potesse nuocere alla carriera di un attore.
Terminate le riprese nel 1981 l’uscita ufficiale di Making Love ritardò quasi un anno per la reazione negativa di Marvin Davis , il magnate del petrolio che aveva acquistato la 20th Century-Fox nell’aprile 1981: a una proiezione privata di Making Love Davis urla “Avete fatto un dannato film di froci!”, e se ne va.

Il famoso scrittore Scott Berg ha concepito la storia alla base del film utilizzando le confidenze dei compagni di college all’amico sceneggiatore Barry Sandler, che come Berg era apertamente gay. Berg pensava che il movimento gay fosse il prossimo grande movimento sociale del paese: dopo il movimento per i diritti dei neri degli anni ’60 e il movimento femminista degli anni ’70, il movimento gay sarebbe stato secondo lui quello degli anni ’80.
Il film, considerato il primo film hollywoodiano rivolto a un pubblico gay, contrappone due visioni di uno stile di vita gay: Zack desidera una relazione monogama a lungo termine, mentre Bart si mostra promiscuo e non interessato a prendere impegni.
La sigla del film, “Making Love” interpretata da Roberta Flack , è valsa ai suoi compositori – Burt Bacharach, Bruce Roberts e Carole Bayer Sager- una nomination ai Golden Globe per la migliore canzone originale da film.

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C.R.A.Z.Y. (Canada, 2005)

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Di recente è morto a 58 anni per un infarto il regista franco-canadese Jean-Marc Vallée, il giorno di Natale 2021. Il pensiero è subito corso a C.R.A.Z.Y. , film da lui diretto nel 2005 che mi piace ora riproporre. Per una straordinaria coincidenza la sua morte è avvenuta nello stesso giorno della nascita di Zac, il protagonista di C.R.A.Z.Y. Nel film Jean-Marc Vallée fa anche una breve apparizione come giovane prete.
Girato in Canada, C.R.A.Z.Y. è stato presentato in anteprima al pubblico italiano il 18 settembre 2005, durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nel 2006 è poi uscito nelle nostre sale cinematografiche.
Rispetto al doppiaggio italiano di allora devo segnalare l’elevata qualità dei suoi dialoghi, il cui adattamento è stato curato da Tonino Accolla, considerato il padre dei doppiatori italiani. E in effetti mi sono ampiamente ispirato alla sua trasposizione per la traduzione dei sottotitoli.
Il titolo del film fa riferimento alle iniziali dei nomi dei cinque fratelli protagonisti della pellicola: Christian, Raymond, Antoine, Zachary e Yvan. Un altro riferimento è alla canzone “Crazy” di Patsy Cline, che il padre di Zac ama pazzamente.
La colonna sonora del film è probabilmente uno degli elementi centrali e più importanti : nel film compaiono dei brani di Patsy Cline, dei Pink Floyd e dei Rolling Stones e il brano “Space Oddity” di David Bowie.
Il brano di Charles Aznavour, Emmenez-moi, viene inserito in più parti del film, spesso cantato dal padre. Quest’ultimo canta, durante il ventesimo completanno di Zac, anche altre canzoni dello stesso autore come Hier Encore.

Accanto a Zac, l’altro vero protagonista del film è suo padre. Il film ci racconta infatti due storie d’amore: l’amore disperato e a volte impossibile del padre per i figli, e l’amore di un figlio per il padre, un amore così forte da costringere Zac a vivere una menzogna insopportabile. Zac è diverso da tutti i suoi fratelli, ma vuole disperatamente essere accettato da loro. Lentamente Zac scoprirà la sua vera natura e riuscirà infine a convincere suo padre ad accettarlo per quello che lui è.

Nota: nella traduzone mi sono imbattuto in espressioni linguistiche a suo tempo censurate nel doppiaggio italiano: si tratta di imprecazioni a carattere blasfemo, dette “sacres” (qui una pagina Wikipedia molto dettagliata), che fanno riferimento ad elementi della religiosità cattolica (il film è ambientato nel Quebec francofono e cattolico), e che mi è piaciuto conservare nella loro spontaneità. Ricordiamoci che i più gandi bestemmiatori (in Italia rivolgersi a toscani e veneti), contrariamente a quanto si potrebbe pensare mostrano in tal modo di riconoscere l’esistenza della divinità alla quale, come diceva Malaparte, si rivolgono da pari a pari, con la confidenza di chi ti conosce bene.

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