Archivi categoria: Gay

His (Giappone, 2020)

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Questo film porta il titolo ed è il sequel di una miniserie TV uscita in precedenza, secondo i canoni sentimentali del cosiddetto genere BL (Boys Love). La serie TV racconta la storia d’amore di due ragazzi liceali, Shun Igawa e Nagisa Hibino.
Con mia grande sorpresa, il film si colloca su un terreno qualitativo molto superiore, con un approfondimento psicologico e sociale inaspettato, merito sicuramente del regista Rikiya Imaizumi e dello sceneggiatore Atsushi Asada.
Il traduttore giapponese che ha traslato i sottotitoli dal giapponese all’inglese racconta così la sua esperienza: “Come descrivere questo film? È un’esperienza di guarigione. Sono andato a vederlo in sala due volte, ed entrambe le volte piangevano tutti. Ho pianto anch’io mentre guardavo più e più volte le stesse scene sul mio programma per sottotitoli: ma erano belle lacrime! È un film molto gentile, molto tranquillo e molto importante, vorrei che molte persone potessero vederlo”.
In effetti devo confessare reazioni simili quando mi sono trovato a tradurre i sottotitoli di alcune scene cruciali, colpito nello stesso tempo dalla complessità e dalla profondità analitica delle vicende. Tanto mi basta per consigliare la visione di His, cercando di andare oltre a tutti gli stereotipi ai quali ci ha abituato la cinematografia LGBT.

Hio Miyazawa, l’attore che nel film interpreta la parte di Shun, in una intervista ha dichiarato: “In Giappone, quella che le persone considerano una normale “famiglia” è generalmente composta da padre, madre, figli e talvolta nonni, proprio come l’anime di lunga data, Sazaesan . Ma non è più necessariamente la norma. Una coppia gay con bambini, questa è una famiglia. Un genitore single e figli, anche questa è una famiglia. Forse i tuoi nonni ti hanno cresciuto, e anche quella è una famiglia.”

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Strikers and defenders (Inghilterra, 2020)

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Il film è disponibile a questo link: https://vimeo.com/ondemand/strikersanddefenders           

 

NQV Media, acronimo di New Queer Visions, è una compagnia inglese specializzata nel proporre raccolte di cortometraggi di tematica gay, incentrate ognuna su un determinato argomento. Nel caso di Strikers and Defenders, il filo conduttore dei film corti è il campo di calcio. I quattro cortometraggi esplorano il raggiungimento della maggiore età, il desiderio e la mascolinità aggressiva. Ogni racconto approfondisce esperienze che possono iniziare negli spogliatoi, ma espandersi oltre le sue porte. Sono storie su menti e corpi in mutamento, su anni formativi e prime esperienze, sull’essere apparentemente all’esterno e guardarsi dentro, sentirsi diversi e superare la normalità.

Partendo dalla tematica sportiva ogni cortometraggio affronta in maniera diversa temi sociali più ampi quali l’amicizia, l’abuso, la confusione e la perdita di fiducia, mettendo allo stesso tempo in evidenza la difficoltà nella formazione di una identità dei giovani ragazzi e la pressione dei pari.

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Dangerous drugs of sex (Giappone, 2020)

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Avviso ai naviganti web: è un film di forte spirito giapponese, che contiene veramente scene di sesso esplicito e varie perversioni, ma con un finale soft in riga con il sentimentalismo di stampo orientale. La mia passione per i manga mi ha spinto comunque a fare una revisione e traduzione dei sottotitoli, si astenga chi vuole.

Dangerous Drugs of Sex deriva da un manga uscito nel 2018 a puntate con il titolo di Sei no Gekiyaku: Midara ni Kaihatsu Sareru Karada ( Dangerous Sex: The Indecently Developed Body). La serie manga giapponese è stata scritta e illustrata da Yuki Mizuta. La versione digitale del manga ha venduto più di 1 milione di copie, mentre sembra che la versione a stampa sia stata ritirata per la scabrosità dell’argomento.

Il 14 febbraio 2020 è uscito nelle sale giapponesi l’adattamento cinematografico del manga, con il titolo di Sei no Gekiyaku, rigorosamente +18.
A partire dal luglio 2020, Netflix ha reso questo film disponibile in Giappone e Thailandia, ovviamente per i suoi abbonati. Nessuno sa se potrà mai raggiungere il pubblico italiano.

Il film è stato diretto e scritto da Hideo Jojo. Il regista ha affermato che il film sarebbe stato il primo film d’amore per ragazzi con un rating R18. Il film è stato proiettato per la prima volta il 14 febbraio 2020 al Cinema Rosa di Ikebukuro, quartiere di Tokyo frequentato dai fan dei manga e del cosplay.

Dangerous Drugs of Sex è stato presentato in anteprima internazionale al Bucheon International Fantastic Film Festival nel luglio 2020. È stato anche inserito nel 2020 Taiwan International Queer Film Festival e al Wicked Queer Festival di Boston.
Lo scrittore gay Mochigi ha accolto con favore l’adattamento del manga in film, sostenendo che è stata una visione molto divertente, a prescindere dal sesso esplicito. Ha affermato che a parte gli elementi erotici del film, c’è una buona rappresentazione del contesto sociale e dei personaggi, non ridotti a ruoli semplicemente pornografici.

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Fiertés – episodio 3 (Francia, 2018)

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Dopo il Victor della Disney ecco ora un altro Victor, protagonista di una miniserie in 3 episodi da 50 minuti dalla TV ARTE, trasmesso la prima volta in televisione il 3 maggio 2018.
In Fiertés (Orgoglio) il creatore e regista Philippe Faucon ha cercato di narrare la storia dell’omosessualità maschile in Francia, seguendo il filo della vita di un personaggio in tre date fondamentali: nel 1981-1982 durante la depenalizzazione dell’omosessualità, nel 1999 con l’adozione dei Pacs, e nel 2013 con l’apertura del matrimonio alle coppie omosessuali.
Dalla tardiva depenalizzazione dell’omosessualità nel 1982, in seguito all’elezione di François Mitterrand, fino all’adozione nel 2013 della legge Taubira sul matrimonio per tutti, Philippe Faucon ripercorre attraverso il destino di Victor la lotta in Francia delle minoranze sessuali per il riconoscimento dei loro diritti. Una storia raccontata in modo piano, con una analisi quasi calma, che non cancella però la violenza simbolica e concreta subita dagli omosessuali nel corso dei decenni.

Come ha dichiarato il regista Philippe Faucon non si tratta però solo di un film militante: “Fiertés racconta trent’anni di lotta per i diritti dei gay, ma non è un film militante. È anche, e soprattutto, una grande storia d’amore, insieme agli interrogativi sui rapporti di parentela”.
Ma il titolo Fiertés (Orgoglio) fa ovviamente riferimento alla conquista di sentirsi liberi di essere quello che siamo, e di vivere di conseguenza, senza la paura di essere giudicati.

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Fiertés – episodio 2 (Francia, 2018)

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Dopo il Victor della Disney ecco ora un altro Victor, protagonista di una miniserie in 3 episodi da 50 minuti dalla TV ARTE, trasmesso la prima volta in televisione il 3 maggio 2018.
In Fiertés (Orgoglio) il creatore e regista Philippe Faucon ha cercato di narrare la storia dell’omosessualità maschile in Francia, seguendo il filo della vita di un personaggio in tre date fondamentali: nel 1981-1982 durante la depenalizzazione dell’omosessualità, nel 1999 con l’adozione dei Pacs, e nel 2013 con l’apertura del matrimonio alle coppie omosessuali.
Dalla tardiva depenalizzazione dell’omosessualità nel 1982, in seguito all’elezione di François Mitterrand, fino all’adozione nel 2013 della legge Taubira sul matrimonio per tutti, Philippe Faucon ripercorre attraverso il destino di Victor la lotta in Francia delle minoranze sessuali per il riconoscimento dei loro diritti. Una storia raccontata in modo piano, con una analisi quasi calma, che non cancella però la violenza simbolica e concreta subita dagli omosessuali nel corso dei decenni.

Come ha dichiarato il regista Philippe Faucon non si tratta però solo di un film militante: “Fiertés racconta trent’anni di lotta per i diritti dei gay, ma non è un film militante. È anche, e soprattutto, una grande storia d’amore, insieme agli interrogativi sui rapporti di parentela”.
Ma il titolo Fiertés (Orgoglio) fa ovviamente riferimento alla conquista di sentirsi liberi di essere quello che siamo, e di vivere di conseguenza, senza la paura di essere giudicati.

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Fiertés – episodio 1 (Francia, 2018)

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Dopo il Victor della Disney ecco ora un altro Victor, protagonista di una miniserie in 3 episodi da 50 minuti dalla TV ARTE, trasmesso la prima volta in televisione il 3 maggio 2018.
In Fiertés (Orgoglio) il creatore e regista Philippe Faucon ha cercato di narrare la storia dell’omosessualità maschile in Francia, seguendo il filo della vita di un personaggio in tre date fondamentali: nel 1981-1982 durante la depenalizzazione dell’omosessualità, nel 1999 con l’adozione dei Pacs, e nel 2013 con l’apertura del matrimonio alle coppie omosessuali.
Dalla tardiva depenalizzazione dell’omosessualità nel 1982, in seguito all’elezione di François Mitterrand, fino all’adozione nel 2013 della legge Taubira sul matrimonio per tutti, Philippe Faucon ripercorre attraverso il destino di Victor la lotta in Francia delle minoranze sessuali per il riconoscimento dei loro diritti. Una storia raccontata in modo piano, con una analisi quasi calma, che non cancella però la violenza simbolica e concreta subita dagli omosessuali nel corso dei decenni.

Come ha dichiarato il regista Philippe Faucon non si tratta però solo di un film militante: “Fiertés racconta trent’anni di lotta per i diritti dei gay, ma non è un film militante. È anche, e soprattutto, una grande storia d’amore, insieme agli interrogativi sui rapporti di parentela”.
Ma il titolo Fiertés (Orgoglio) fa ovviamente riferimento alla conquista di sentirsi liberi di essere quello che siamo, e di vivere di conseguenza, senza la paura di essere giudicati.

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Love, Victor – serie TV (USA, 2020)

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Molti di noi avranno visto il film “Love, Simon” uscito in Italia nei cinema e su Netflix, e prodotto in USA dalla Fox. Si è trattato di uno dei tentativi più riusciti di coniugare una tematica sentimentale gay con un film rivolto al grande pubblico, ritenuto oramai in grado di digerire argomenti un tempo proibitivi per le grandi case di produzione. Per la prima volta in un film di una major (la Fox), il protagonista è un adolescente gay, spaurito ma alla fine anche coraggioso, che porta felicemente a compimento il proprio processo di autoaccettazione e il coming out.
Al seguito del grande successo in USA la Disney, subentrata nel frattempo alla Fox, ha deciso di creare un serie TV con la stessa ambientazione ma con personaggi diversi, appunto “Love, Victor“. Il protagonista della serie non è più Simon bensì Victor, un nuovo studente al Liceo Creekwood di Atlanta, che affronta un suo percorso di scoperta personale, nonostante le difficoltà nella vita familiare e il cambiamento per il trasloco in una nuova città.
La serie doveva originariamente essere distribuita sul canale Disney+ ma il network ha considerato la serie “troppo matura” per il target di riferimento della piattaforma; è stato deciso in seguito, di spostare la serie sulla piattaforma Hulu che, come Disney+, è parte della The Walt Disney Company. Anche per questa ragione non è disponibile al momento una distribuzione italiana.

NOTA: la serie dei sottotitoli si trova tradotta in italiano su Opensubtitles, in libera distribuzione. Dato l’interesse e le varie richieste, ho pensato di mettere a disposizione la serie con video di discreta qualità su MEGA, con sottotitoli su file. Per puro piacere mi sono divertito a revisionare il primo episodio, aggiungendo i testi tradotti delle canzoni, tutti gli altri sottotitoli sono originali da Opensubtitles.

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Dark blue and moonlight – serie web (Taiwan, 2017)

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Episodi: 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7- 8 – 9 – 10 – 11 – 12 FINALE

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Dark Blue And Moonlight (深藍與月光 特别S) è una serie drammatica sentimentale su 12 episodi, di genere BL (Boys Love).
Rispetta tutti i canoni del genere, ma rispetto al resto è sviluppata abbastanza bene, con attori bravi e avvenenti e una trama delineata a sufficienza.

La serie è già circolata a suo tempo, anch’io l’ho vista su video di scarsa qualità e con i sottotitoli impressi (cosa che in genere tendo ad evitare). Essendo ora capitato di avere dei video di buona qualità e completamente sgombri da stampigliature ho pensato bene di metterli a disposizione del blog con una traduzione rivista.

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Dark blue and moonlight – serie web (Taiwan, 2017)

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Episodi: 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 – 8

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Dark Blue And Moonlight (深藍與月光 特别S) è una serie drammatica sentimentale su 12 episodi, di genere BL (Boys Love).
Rispetta tutti i canoni del genere, ma rispetto al resto è sviluppata abbastanza bene, con attori bravi e avvenenti e una trama delineata a sufficienza.

La serie è già circolata a suo tempo, anch’io l’ho vista su video di scarsa qualità e con i sottotitoli impressi (cosa che in genere tendo ad evitare). Essendo ora capitato di avere dei video di buona qualità e completamente sgombri da stampigliature ho pensato bene di metterli a disposizione del blog con una traduzione rivista.

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Like grains of sand (Giappone, 1995)

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Nagisa no Shindobbado, conosciuto internazionalmente come Like grains of sand (Come granelli di sabbia), è un film drammatico giapponese uscito nel 1995, scritto e diretto da Ryosuke Hashiguchi.Uno dei ruoli principali è stato affidato ad Ayumi Hamasaki, allora esordiente ed oggi famosissima star. Ha vinto tre premi importanti, uno per la sceneggiatura e due internazionali, partecipando al Toronto International Film Festival nel 1996 e vincendo il primo premio al Torino Gay & Lesbian Film Festival nel 1997.
Del film possedevo da molto tempo una copia di cattiva qualità e con sottotitoli stampati, cosa che aborro. Avendo reperito una copia di qualità discreta mi piace riproporlo, considerandolo tuttora un film fra i più belli e commuoventi fra quelli dedicati al dramma dell’adolescenza. Un film che cerca di affrontare le insicurezze e i malesseri giovanili con freschezza e spontaneità, con sensibilità tutta orientale. La scena del bacio in classe è probabilmente una delle scene più significative per mostrare questi turbamenti: spontanea, ansiogena, in una completa e disturbante tensione.

Like grains of sand è la prova che si può realizzare un film sull’adolescenza senza scadere nel banale, che si può fare un grande film con un cast quasi interamente formato da idol quali la popstar Ayumi Hamazaki e da attori non professionisti.
“Like Grains Of Sand è pura, purissima adolescenza, è il tocco degli alberi mossi dal vento, è il silenzioso tintinnio dei sentimenti, è poesia. Risuona nell’aria con semplicità, con scene spesso lunghe e silenziose, con un’assenza quasi completa di musiche, fino ad arrivare alla catarsi: un finale che è un colpo dritto allo stomaco, di una bellezza straordinariamente invidiabile. La sabbia, l’amore,il silenzio, la desolazione”(commento da filmscoop.it).

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