Archivio dell'autore: dinosaurostupaz

Cuatro lunas (Messico, 2015)

Standard

Cuatro Lunas: quattro storie di amore gay e di accettazione di sé intrecciate ad arte dal regista messicano Sergio Tovar Velarde. Quattro storie di desiderio gay e di accettazione di sé (o della loro mancanza) sono realizzate in modo convincente in Four Moons (Cuatro Lunas) del regista messicano Sergio Tovar Velarde, con i protagonisti che vanno dall’adolescenza al pensionamento. Anche se le storie non si intersecano – non si tratta di un Crash queer – il film passa fluidamente da una all’altra, con un risultato complessivo per lo più speranzoso ma non irrealistico. Prodotto con cura e ben recitato, il film si apre con un biondo e delicato undicenne, Mauricio (Gabriel Santoyo), che parla di videogiochi con il suo cugino dai capelli scuri e rotondi, Oliver (Sebastian Rivera), fuori dalla scuola che entrambi frequentano. La cotta segreta del primo per il secondo e la curiosità trasformata in omofobia del secondo renderanno il primo incontro del protagonista preadolescente con l’amore non corrisposto un incontro brutto e piuttosto sgradevole. Santoyo, ben calato nei panni di un ragazzo dall’aspetto fragile che all’inizio è piuttosto sicuro dei suoi sentimenti e osa anche metterli in pratica, colpisce in un ruolo difficile ma fortemente scritto, mentre Velarde non dimentica i genitori o i coetanei della scuola del ragazzo, che inavvertitamente trasformano un momento molto privato in uno spettacolo pubblico. Le cose sembrano andare un po’ meglio per Fito (Cesar Ramos) e Leo (Gustavo Egelhaaf), almeno all’inizio. Gli studenti universitari sono ex compagni d’infanzia che si incontrano per caso nel campus di Città del Messico e ricominciano subito a passare del tempo insieme. Si innamorano anche, con loro grande sorpresa. Il loro primo tentativo, incredibilmente goffo, di avere un rapporto sessuale tra uomini è uno dei momenti delicatamente comici del film, anche se il loro simpatico idillio si incupisce quando emerge che la paura di Leo di essere scoperto come gay dalla sua famiglia e dai suoi amici è più grande persino del suo bisogno di stare con il suo primo ragazzo. Anche Fito, che vive a casa, ha difficoltà a dire alla madre vedova (Monica Dionne) del suo compagno, ma prende coraggiosamente il toro per le corna. Come nella storia di Mauricio, lo scrittore e regista gioca con le aspettative del pubblico, poiché Leo sembra essere il più sicuro di sé tra i due. Sebbene la storia di Fito e Leo occupi 25 minuti di questo film di 110 minuti, offre uno sguardo ammirevolmente complesso sulle dinamiche e le possibili sofferenze che circondano la decisione di qualcuno di fare coming out. La terza storia è incentrata sugli amanti di lunga data Hugo (l’attore spagnolo Antonio Velazquez) e Andres (Alejandro de la Madrid), per i quali il coming out deve sembrare un lontano ricordo. Hanno stabilito una routine che include elaborate cene con gli amici, ma che per il resto sta iniziando a soffocare Hugo, che frequenta segretamente un altro uomo, Sebastian (Hugo Catalan). Le conseguenze di questa scoperta e il modo in cui influisce sulla loro relazione non si prestano particolarmente bene al formato medio di questa storia: solo Andres, con la sua singolare e ferma convinzione di tenersi stretto il suo uomo, emerge come un personaggio pienamente comprensibile. Le lotte più complesse di Hugo, che si trovano a dover soppesare 10 anni di felicità e ricordi condivisi rispetto al sesso (apparentemente) molto bollente con un nuovo arrivato – Sebastian si intravede solo un paio di volte – sono troppo spesso oscurate dal desiderio di Velarde di rimanere vicino al punto di vista di Andres, anche se diventa chiaro che rimanere in una relazione, farla funzionare e lottare per essa è altrettanto complicato, se non di più, che trovare un compagno in primo luogo. L’ultima storia coinvolge un professore universitario e poeta in pensione, Joaquin (l’attore veterano Alonso Echanove), che è sposato con figli e nipoti, ma che fa comunque una proposta a un truffatore strafatto (Alejandro Belmonte) in una sauna gay, e che deve rubare del denaro per pagare il costo elevato richiesto dal suo oggetto del desiderio (anch’esso apparentemente etero e sposato). Sebbene Echanove fornisca un’interpretazione intensa e Velarde abbia in serbo un colpo di scena simpatico, anche se un po’ ingenuo, nella seconda metà della narrazione, questa sembra la storia più tirata per le lunghe, con numerosi momenti che non aggiungono molto approfondimento o non fanno progredire la trama. Questo segmento rappresenta anche una sorta di delusione almeno per il pubblico gay, poiché le altre tre storie sembravano costruire dalla scoperta giovanile e dal coming out fino a una relazione a lungo termine e oltre, mentre il segmento “closeted-in-vecchiaia” non fa parte di questa progressione logica. È anche la storia che, data l’ambientazione in un bagno turco, contiene il maggior numero di nudi (non sessuali), il che potrebbe essere logico ma sembra comunque una concessione alle richieste del mercato internazionale dei film gay, dove qualsiasi trailer di un film straniero ha bisogno di nudi frontali per aiutare a vendere anche drammi d’autore seri e ricchi di emozioni come questo.

Per qualsiasi domanda, suggerimento, o se voleste partecipare al progetto di questo Blog, di cui sareste i benvenuti, potete scrivere a: caprenne23@outlook.com

La visualizzazione ideale del Blog Caprenne è con schermo a risoluzione a 1920 x 1080

La locandina del film Cuatro Lunas

Il Cast e la scheda di Cuatro Lunas

Antonio Velázquez è Hugo
Alejandro de la Madrid è Andrés
Cesar Ramos è Fito
Gustavo Egelhaaf è Leo
Alonso Echánove è Joaquín Cobo
Alejandro Belmonte è Gilberto
Gabriel Santoyo è Mauricio
Regia di Sergio Tovar Velarde
Sceneggiatura di Anibal Astorga e Sergio Tovar Velarde
Data di uscita: 12 febbraio 2015 in Messico
Paese di origine: Messico
Lingua: spagnolo
Genere: drammatico – romantico
Durata: 1 ora e 50 minuti

I protagonisti del film Cuatro Lunas

Leggi il resto di questa voce

Gerontophilia (Canada, 2013)

Standard

Gerontophilia è un film diretto da Bruce LaBruce del 2013. Lake è un ragazzo particolare: è un giovane con un’anima da vecchio che scopre di avere una fissazione per gli anziani. Quando sua madre, che è infermiera, viene assunta in un ospizio, Lake si offre come inserviente. Qui stringe amicizia con un uomo, il signor Peabody, che inizia a raccontargli le romantiche storie della sua giovinezza… Bruce La Bruce, l’enfant terrible del cinema gay e canadese, è tornato con Gerontophilia, un film dal titolo ingannatore. Non è un gonzo come L.A. Zombie, anche se di Gerontophilia in senso stretto si parla: un giovane scopre la sua attrazione nei confronti dei vecchi signori, prendendo coscienza della propria omosessualità e nello stesso tempo della sua afamegamia.Il feticismo perverso cede il posto all’amore puro e semplice, quello tra il protagonista e un ottuagenario ospite in un ospizio. La Bruce adotta lo stile e il tono della commedia romantica, senza illudere niente del suo soggetto, né rinunciare alla dimensione politica e sovversiva del proprio cinema. L’attrazione per i corpi degli anziani diventa un atto di resistenza e insurrezione, un gesto libero dalle influenze sociali e familiari. “Provocazione nella non provocazione” sembra essere il nuovo credo di La Bruce, confermando di essere un buon cineasta-cinefilo senza essere referenziale e impegnato senza essere maestrino.È con il suo film più aperto e accessibile che La Bruce consolida il suo stato di franco tiratore, un vero modello economico, estetico e politico per tutti coloro che vogliono fare film liberi, irriverenti e pertinenti, gay o meno.

Per qualsiasi domanda, suggerimento, o se voleste partecipare al progetto di questo Blog, di cui sareste i benvenuti, potete scrivere a: caprenne23@outlook.com

La visualizzazione ideale del Blog Caprenne è con schermo a risoluzione a 1920 x 1080

La locandina del film Gerontophilia

Il Cast e la scheda di Gerontophilia

Pier-Gabriel Lajoie è Lake
Walter Borden è Melvyn Peabody
Katie Boland è Désirée
Genere: commedia sentimentale
Regia di Bruce La Bruce
Sceneggiatura di Bruce La Brucee Daniel Allen Cox
Data di uscita: 4 luglio 2014 in Canada
Paese di origine: Canada
Lingua: inglese e francese
Durata: 1 ora e 20 minuti

I protagonisti del film

Leggi il resto di questa voce

Baby Steps (Taiwan, 2015)

Standard

Uscito nel 2015, “Baby Steps” è scritto e diretto da Barney Cheng, che interpreta anche il protagonista Danny Lee. Il film è stato presentato in un Q&A con il regista alla conferenza Men Having Babies 2018 di San Francisco. Questo film commedia-drammatico multiculturale porta il suo pubblico su una montagna russa emotiva che mette in evidenza le sfide vissute dagli individui che perseguono la genitorialità attraverso la maternità surrogata.
Sinossi
Il film segue la vita di Danny, un taiwanese-americano di successo, e del suo partner americano Tate (interpretato da Michael Adam Hamilton). Danny desidera diventare padre, ma il percorso verso la genitorialità non è semplice per lui. “Baby Steps” esplora la decisione di Danny di ricorrere alla maternità surrogata come mezzo per realizzare il loro sogno di avere un figlio. Quando la tradizionale madre taiwanese di Danny, Ma (interpretata da Ya-Lei Kuei), scopre il loro piano, è inorridita e cerca di fermarli. Quando si rende conto dell’incrollabile determinazione di Danny, Ma passa a controllare tutti gli aspetti della delicata situazione. La riluttanza di Ma ad accettare una candidata non perfetta porta le parti a viaggiare per il mondo, a Taipei, Bangkok, Mumbai e Los Angeles, alla ricerca della surrogata gestazionale ideale.
Cosa c’è di realistico in questo film?
“Baby Steps” descrive la realtà della maternità surrogata e della riproduzione assistita. Ritrae il viaggio di un uomo gay e del suo partner che intraprendono un percorso verso la genitorialità attraverso la maternità surrogata e la riproduzione assistita. Il film mette efficacemente in evidenza le montagne russe emotive che i genitori intenzionali spesso sperimentano mentre navigano tra le complessità della tecnologia di riproduzione assistita (ART), tra cui la scelta di una madre surrogata, l’affrontare gli ostacoli legali e la percezione della società. Il film si concentra sulla descrizione del viaggio di una coppia gay nel mondo della maternità surrogata, ma si sofferma anche sulla capacità di recupero dei singoli genitori intenzionali. La volontà di Danny di diventare genitore a prescindere dagli ostacoli che gli si parano davanti, preferendo la madre e persino la sua relazione con Tate, è una virtù che vediamo in alcuni dei nostri genitori biologici e che abbiamo visto nel film Together Together. Come altri genitori biologici, Danny non si lascia scoraggiare dai giudizi della società o dalle difficoltà di essere un genitore single, sa solo che vuole essere un papà e che l’amore sarà sufficiente. Oltre alla maternità surrogata, un altro aspetto degno di nota di “Baby Steps” è l’esplorazione dell’identità culturale e delle sfide affrontate dalle persone LGBTQ+ all’interno delle strutture familiari tradizionali. Attraverso la turbolenta relazione di Danny con la sua Ma, una mamma tigre che incarna i valori tradizionali taiwanesi, il film ritrae lo scontro culturale che Danny sperimenta nel conciliare le sue radici taiwanesi con il suo stile di vita americano. Nel corso del film, gli spettatori vedono come Ma fatichi ad accettare la sessualità di Danny e la sua decisione di perseguire la paternità attraverso la maternità surrogata. In effetti, Ma costringe Danny a nascondere la sua sessualità e il suo percorso di maternità surrogata alla sua famiglia allargata e agli amici taiwanesi, per paura di essere giudicato. Nel complesso, il film fa luce sull’importanza dell’accettazione, della comprensione e del dialogo aperto all’interno delle famiglie e sul potere dell’amore di colmare i divari culturali e generazionali.
Quanto è preciso dal punto di vista legale?
Il film non tratta degli aspetti legali della maternità surrogata, ma la legalità è molto importante quando si cerca di gestire una maternità surrogata internazionale. Questo è particolarmente evidente quando la legge cambia a Mumbai, in India. Danny e Tate non possono più procedere con il loro percorso di maternità surrogata in India a causa di un emendamento alla legge che consente solo alle coppie eterosessuali sposate di perseguire la maternità surrogata in India. (Si noti che al momento l’India non consente la maternità surrogata commerciale a cittadini non indiani). Di conseguenza, Danny e Tate sono costretti a riconsiderare come e dove procedere con il loro percorso di maternità surrogata. Inoltre, ci si interroga sulla possibilità che un genitore intenzionale possa davvero controllare l’attività di una madre surrogata negli Stati Uniti. Questo viene mostrato all’inizio del film, quando Danny e Ma stanno esaminando le candidate alla maternità surrogata e Ma fa di tutto per trovare la surrogata perfetta per il suo primo nipote, persino seguire una potenziale surrogata a casa per spiare la sua vita privata. Quando Danny lo scopre, rimprovera Ma’ e le spiega che una madre surrogata americana non può essere controllata.
Conclusione
“Baby Steps” non solo tocca il cuore dei suoi spettatori, ma fa anche luce sul viaggio emotivo e sulle complessità legali associate alla maternità surrogata e alla riproduzione assistita. Intreccia i temi dell’amore, della famiglia, della cultura e degli aspetti legali che circondano la fecondazione assistita. “Baby Steps” è un film che vale la pena vedere per chiunque sia interessato alla maternità surrogata.

Per qualsiasi domanda, suggerimento, o se voleste partecipare al progetto di questo Blog, di cui sareste i benvenuti, potete scrivere a: caprenne23@outlook.com

La visualizzazione ideale del Blog Caprenne è con schermo a risoluzione a 1920 x 1080

La locandina del film Baby Steps

Il Cast e la scheda di Baby Steps

Ah-Lei Gua è Ma (Grace Guei)
Barney Cheng è Danny
Michael Adam Hamilton è Tate
Regia e sceneggiatura di Barney Cheng
Genere: commedia / drammatico
Data di uscita: 8 maggio 2015 a Taiwan
Paese di origine: Taiwan
Lingua: inglese
Durata: 1 ora e 53 minuti

I protagonisti del film

Leggi il resto di questa voce

Liuben (Bulgaria, 2023)

Standard

Con questo film andiamo in Bulgaria. L’idea di creare un cinema bulgaro che affronti temi sociali significativi, come le relazioni omosessuali, è lodevole. Tuttavia, il film non riesce a realizzare questo potenziale. Al contrario, cerca di affrontare troppi problemi – dalla droga al traffico di esseri umani, dalla discriminazione ai villaggi in via di estinzione: Il film pecca nell’affrontare molti temi forse troppi, con il risultato di una trama sovraccarica e di una mancanza di attenzione nei temi affrontati. Dopo la morte del nonno, Victor (Nikolov) torna a Madrid nella casa di famiglia per la prima volta dopo dodici anni. I motivi per cui ha lasciato la Bulgaria sono chiari: il suo villaggio natale è una comunità patriarcale in cui c’è poco spazio per l’espressione di sé e ci si aspetta che i figli seguano le orme della famiglia. In effetti, il padre (Banenkin) ha costruito per lui una casa dove tornare con la sua “futura moglie”. Ma nonostante il disprezzo per la sua vita passata, rimane oltre il funerale per cercare di riconnettersi con il suo passato e, lungo la strada, incontra Liuben (Asenov). Liuben, un diciottenne rom che vive in un orfanotrofio, è carismatico e malizioso e segue Victor dappertutto, ma ciò che inizia come opportunismo si trasforma in un legame profondo. Liuben è in trappola: indigente, disoccupato e futuro padre, sa che non c’è futuro per lui. Victor, come colui che è fuggito, si sente disperatamente dispiaciuto per lui, sapendo di volerlo aiutare ma non sapendo come. Sostanzialmente si tratta di un superbo ritratto dell’emigrazione. Victor è partito ed è diventato un prodotto della sua nuova città, ma è attratto dalle sue radici per riaprire le ferite del passato nel tentativo di capire, affrontare e infine guarire. La città che si è lasciato alle spalle è squallida, povera e dolorosamente priva di risorse. E come estraneo, vede la corruzione, il pregiudizio e la mascolinità tossica esattamente come sono. Ma rimane, sia per una mal riposta reverenza verso le sue radici, sia per cercare di salvare Liuben. Con un paio di interpretazioni centrali molto convincenti, questo film è un resoconto crudo e dignitoso dei problemi residui dell’Europa orientale rurale. Un commento sociale onesto e sincero, sostenuto da una tenera storia d’amore, è un film commovente e sincero.

Per qualsiasi domanda, suggerimento, o se voleste partecipare al progetto di questo Blog, di cui sareste i benvenuti, potete scrivere a: caprenne23@outlook.com

La visualizzazione ideale del Blog Caprenne è con schermo a risoluzione a 1920 x 1080

La locandina del film Liuben

Il Cast e la scheda di Liuben

Dimitar Nikolov è Victor
Bojidar Iankov Asenov è Liuben
Dimitar Banenkin è Kaloyán
Regia e sceneggiatura di Venci Kostov
Data di uscita: 28 marzo 2024 in Germania
Paese di origine: Bulgaria
Lingua: bulgaro – rumeno – spagnolo
Durata: 1 ora e 49 minuti

I protagonisti del film

Leggi il resto di questa voce

Shelter (USA, 2007)

Standard

Terminate le superiori da un anno, Zach si trova ancora bloccato a San Pedro (California) dove lavora come friggitore, allenatore di skateboard e stampatore di lavori artistici in un edificio abbandonato. La sua camera da letto è la sua oasi: disegna sulle pareti, sul suo taccuino, su fogli impilati sul pavimento. Ha dovuto finora mettere da parte il suo desiderio di partecipare alla Cal Arts per aiutare sua sorella Jeannie ad allevare il figlioletto di 5 anni. Shaun è il fratello gay più anziano del migliore amico di Zach, scrittore a Hollywood, che si è preso una pausa per riprendersi da una storia finita male. Zach e Shaun cominciano a frequentarsi, fanno surf e bevono molta birra insieme. Jeannie, con pia illusione, dice a Zach che non è un finocchio, ma dopo un po’ di tempo Zach e Shaun si ritrovano a dormire insieme uno nelle braccia dell’altro. Zach si troverà a dover prendere decisioni importanti per la sua vita…
La scoperta del desiderio sessuale di Zach è il cuore di questo audace e romantico debutto alla regia dello scrittore Jonah Markowitz. L’emozionante prestazione del debuttante e bellissimo Trevor Wright sostiene la classica storia di un giovane costretto dalle responsabilità ad una rapida crescita. Notevoli anche il supporto di Tina Holmes (“Six Feet Under”) e Brad Rowe (Billy’s Hollywood Screen Kiss). Con un ricco contorno di ragazzi che cavalcano le onde al tramonto e un’adeguato accompagnamento musicale, questa commedia è complessivamente una festa dei buoni sentimenti. Il film ha vinto la bellezza di 11 premi. Per qualsiasi domanda, suggerimento, o se voleste partecipare al progetto di questo Blog, di cui sareste i benvenuti, potete scrivere a: caprenne23@outlook.com

La locandina del film Shelter

Trevor Wright è Zach
Brad Rowe è Shaun
Tina Holmes è Jeanne
Jackson Wurth è Cody
Regia e sceneggiatura di Jonah Markowitz
Genere: drammatico, sport, romantico
Data di uscita: 16 aprile 2009 in Germania
Lingua: inglese
Durata: 1 ora e 37 minuti

Leggi il resto di questa voce

Plata Quemada (Argentina, 2000)

Standard

Continuiamo ad arricchire la sezione – bacheca dei film <<Vintage – Cult>>. Oggi un altro film interessante: Plata Quemada.

Trama
Argentina, 1965: El Nene e Ángel si incontrano in un bagno pubblico di Buenos Aires e da quel momento diventano non solo compagni nella vita ma anche nel crimine. Quando tentano il salto di qualità assaltando un furgone portavalori, qualcosa va storto e quella che avrebbe dovuto essere una rapina si trasforma in una strage.
Costretti alla fuga in Uruguay, con il complice El Cuervo, la cattività imposta dalla situazione fa esplodere il disagio psichico di Ángel.
Commento
(attenzione, il testo che segue contiene elementi rivelatori della trama e del finale del film)
Versione cinematografica di una storia realmente avvenuta nel 1965 e raccontata da Ricardo Piglia in un libro che parte come lavoro di giornalismo investigativo per trascendere in seguito la realtà, Plata Quemada è un film che sceglie di cambiare registro più volte nel raccontare la storia di tre giovani delinquenti che fanno il salto di qualità organizzando un colpo con un criminale più anziano. Se l’inizio del film può ricordare una sorta di Bande à part di Godard per poi trasformarsi in Bonnie and Clyde, il suo finale può ricordare La ley del deseo di Pedro Almodóvar. Non è una critica, è il regista a scegliere di cambiare punto di vista sulla vicenda: se la parte iniziale si concentra sul colpo al furgone portavalori, la fuga che ne segue mette a fuoco il rapporto tra El Nene e Ángel e, quando la situazione degenera a causa dell’esplosione dei disturbi psichici di quest ultimo, scava nella loro precaria esistenza fino a un esplosivo finale dove lo spettacolare assedio da parte della polizia lascia nuovamente spazio all’amore tra i due. Ángel è schizofrenico, lo dichiara a El Nene al momento del loro primo incontro, quando gli racconta delle voci che sente continuamente nella testa. Il suo disagio esplode con la forzata permanenza nell’appartamento a Montevideo. Le voci gli impongono di astenersi dall’avere rapporti con El Nene che, frustrato e alla ricerca di una via di fuga dalla claustrofobia della situazione ha prima rapporti con un giovane e poi con una ragazza incontrata al luna park. Intanto la loro storia è seguita dai media, che chiama Nene e Ángel “i gemelli”, in quanto inseparabili. Il finale di una storia come questa, e questo lo si intuisce sin dai primi movimenti, non potrà che essere tragica. Marcelo Piñeyro, che nel 1996 ha ottenuto una menzione speciale destinata al cinema latino grazie al Sundance Festival grazie a Caballos salvajes (1995) e che nel 2002 ha girato Kamchatka, sceneggia, insieme a Marcelo Figueras, ripulendo la storia dalla leggenda costruita negli anni sulla vicenda, e portando spesso e volentieri in primo piano la vicenda personale. La claustrofobia dei protagonisti, incapaci di gestire l’attesa di un finale inevitabilmente drammatico, diventa anche la nostra grazie a una sapiente gestione della tensione e della noia dei protagonisti. Plata Quemada, che nel 2001 ha ottenuto un premio Goya come migliore film straniero in lingua spagnola, vive felicemente di tutti i registri e dei tempi scelti per narrare la storia. Ottimi i protagonisti Leonardo Sbaraglia (El Nene), Eduardo Noriega (Ángel), protagonista anche di Abre los ojos di Alejandro Amenábar, El espinazo del diablo di Guillermo del Toro (nonché Che Guevara nel film di Josh Evans del 2005), e Pablo Echarri (El Cuervo). Buona visione. Per qualsiasi domanda, suggerimento, od altro, potete scrivere a: caprenne23@outlook.com

La visualizzazione del Blog Caprenne ideale è con uno schermo a risoluzione a 1920 x 1080

Eduardo Noriega è Ángel
Leonardo Sbaraglia è El Nene
Pablo Echarri è El Cuervo
Leticia Brédice è Giselle
Paese di origine: Spagna-Francia-Argentina-Uruguay
Regia: Marcelo Piñeyro
Soggetto: Ricardo Piglia
Sceneggiatura: Marcelo Figueras, Marcelo Piñeyro
Musiche: Osvaldo Montes
Fotografia: Alfredo F. Mayo
Montaggio: Juan Carlos Macías
Lingua: spagnolo
Data di uscita: 11 maggio 2000 in Argentina
Genere: drammatico
Durata: 1 ora e 59 minuti

Eduardo Noriega è Ángel

Leonardo Sbaraglia è El Nene

         

Leggi il resto di questa voce

Aristotle and Dante Discover the Secrets of the Universe (U.S.A. 2023)

Standard

Oggi vi regaliamo una vera chicca: uno dei film più attesi del 2023. Scritto e diretto da Aitch Alberto, Aristotle e Dante scoprono i segreti dell’universo è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Benjamin Alire Sáenz. Protagonisti del romanzo due ragazzi, Ari e Dante, che devono imparare a credere l’uno nell’altro e nel loro legame, se vogliono diventare adulti.Dante sa nuotare. Ari no. Dante è colto e sicuro di sé. Ari non conosce abbastanza parole. Dante si perde pensando all’arte e alla poesia. Ari si perde pensando al fratello maggiore in carcere. Tutto farebbe pensare che un ragazzo come Dante, che ha davanti a sé la prospettiva di una vita eccezionale, sia l’ultima persona in grado di rompere il muro che Ari si è costruito attorno. Ma quando si incontrano, Dante e Ari legano subito. Condividono libri, pensieri, sogni, risate. Imparano l’uno dall’altro nuove parole e iniziano a ridisegnare i confini dei loro mondi. Soprattutto, scoprono che l’universo è un posto enorme e difficile. Ambientato a El Paso nel 1987, il film è trainato dai giovanissimi Max Pelayo e Reese Gonzales, affiancati da Eva Longoria di Desperate Housewives, Kevin Alejandro, Luna Blaise, Eugenio Derbez, Veronica Falcón, Marlene Forte, Emiliano Torress, Hanai Taylor, Melissa Macedo, Michelle Macedo e Isabelle Gomez. Una bellissima storia romantica da assaporare. Per qualsiasi domanda, suggerimento, o se voleste partecipare al progetto di questo Blog, di cui sareste i benvenuti, potete scrivere a: caprenne23@outlook.com

La visualizzazione ideale del Blog Caprenne è con schermo a risoluzione a 1920 x 1080

Max Pelayo è Aristotle Mendoza
Reese Gonzales è Dante Quintana
Veronica Falcón è Liliana Mendoza
Eugenio Derbez è Jaime Mendoza
Eva Longoria è Soledad Quintana
Genere: Dramma, romantico
Data di uscita: 8 settembre 2023 USA
Paese di origine: USA
Lingua: inglese e spagnolo
Durata: 1 ora e 38 minuti

Il trailer del film Aristotle and Dante Discover the Secrets of the Universe

  Pellicola

Author DinoSauro Stupazzoni 2024 10 17

En la gama de los grises (Cile, 2015)

Standard

Continuiamo il filone dei film provenienti dal Sud America e Vi presentiamo un film cileno, en la gama del los grises, titolo in inglese in The grayscale. Premiato come miglior opera prima al prestigioso festival generalista di Miami, segna il debutto alla regia di Claudio Marcone (da venti anni famoso pubblicitario) con un’opera tagliente, in qualche momento un po’ schematica, ma capace di trasmetterci tutte le sfumature di grigio presnti nella vita sessuale del protagonista. Bruno (Francisco Celhay, attore famoso nella tv cilena), è un affermato architetto 35enne con una vita invidiabile: una bella famiglia ed un lavoro che l’appassiona e gli permette una vita agiata. Eppure soffre un profondo disagio interiore, una insoddisfazione che lo porta a separarsi temporaneamente sia dalla moglie Soledad (Daniela Ramirez) che dal figlio. Ha bisogno di riflettere su se stesso per scoprire quello che veramente desidera dalla vita. Quando un ricco uomo d’affari gli propone di lavorare alla progettazione di una nuova area nel cuore della città di Santiago, sente che è venuto il momento di affrontare sia la sfida professionale che quella interiore, personale. Inizia quindi a lavorare con l’aiuto di Fernando (Emilio Edwards), un giovane insegnante di storia e guida turistica, energico e vitale, accattivante, un gay sereno e sicuro di sé. Tra i due esplode subito una forte ed inattesa attrazione, una splendida storia d’amore. Quello che viene detto da un personaggio del film, “se sei gay, allora tutto diventa bianco o nero”, cioè chiaro e incontrovertibile, non sembra però adattarsi alla figura di Bruno. Qual è la sua vera sessualità? Dilemma che si ripresenta anche sul nuovo progetto lavorativo, quale tipo di edificio costruire? Prima pensa ad una grande torre fallica, poi ad una spece di grande ponte. Perché per Fer è tutto così chiaro e semplice mentre a lui sembra tutto complicato?… Bellissimi e ricchi di sottotesto i dialoghi tra i due protagonisti, resi molto bene da ottime interpretazioni, così come significative appaione altre presenze, ad iniziare dalla moglie Soledad, che conduce una vita solitaria che si adatta benissimo al suo nome, e che ci offre un intenso e profondo monologo; come pure la figura del nonno che lo sostiene in modo sorprendente e che ci fa capire che alcune tematiche vanno oltre le differenze generazionali; e quella del figlio che è al centro delle scene più drammatiche del film. Le scene di nudo, che a volte riempiono lo schermo, non sono mai ridondanti o di maniera.

Per qualsiasi domanda, suggerimento, o se voleste partecipare al progetto di questo Blog, di cui sareste i benvenuti, potete scrivere a: caprenne23@outlook.com

La visualizzazione ideale del Blog Caprenne è con schermo a risoluzione a 1920 x 1080

La locandina del film En la gama de los grises

Il Cast e la scheda di En la gama de los grises

Francisco Celhay è Bruno
Emilio Edwards è Fer Contreras
Daniela Ramirez è Soledad
Regia Claudio Marcone
Sceneggiatura di Rodrigo Antonio Norero
Genere: Dramma, romantico
Data di uscita: 29 ottobre 2015 Cile
Lingua: spagnolo
Paese di origine: Cile
Durata: 1 ora e 31 minuti

I protagonisti del film

Leggi il resto di questa voce

The Harvesters (Sud Africa, 2018)

Standard

Dopo aver debuttato a livello mondiale nella sezione Un Certain Regard dell’ultimo Festival di Cannes, Die Stropers (The Harvesters il titolo internazionale) viene presentato in anteprima italiana alla 13. Festa del Cinema di Roma in Alice nella Città, dove vince il Premio Giuria Opera Prima MyMovies. Gli aspetti più interessanti del film sono due: il fatto che sia un debutto e soprattutto il luogo in cui è ambientata la storia. I protagonisti dell’opera prima di Etienne Kallos (regista sud-africano di origine greche) sono infatti degli “afrikaneers”, una popolazione bianca e calvinista insidiatasi in Africa durante il periodo di amministrazione olandese. Un popolo di agricoltori che fu fra i promotori dell’apartheid e che, come conseguenza di questa decisione, fu vittima dei famosi assalti alle fattorie degli anni ’90 (immediatamente successivi alla caduta del regime). The Harvesters racconta di una comunità afrikaneer persa nella natura e che vive grazie all’agricoltura senza praticamente ricorrere all’uso della tecnologia. Non fatevi scoraggiare dalla lentezza del film, specie nella parte iniziale: serve a farvi entrare nello spirito e nei ritmi della vita agreste dei proganisti. Il protagonista di questa storia è Janno, un quindicenne gentile e mansueto, tutto sommato soddisfatto della sua vita da contadino e dei suoi amorevoli genitori. La sua vita cambia quando sua madre accoglie in famiglia Pieter, un orfano coetaneo di Janno con un passato legato al crimine e alla droga. Die Stropers è il ritratto di un mondo retrogrado, dominato dalla virilità e che al centro pone sempre e senza ritegno l’uomo (la madre di Janno intona continuamente una preghiera: “Rendi il suo sangue forte, rendi il suo seme forte”). Più che un desiderio sessuale, fra i due giovani vi è un legame di pura solidarietà: sono due adolescenti diversi, rinchiusi sotto lo stesso tetto e non per scelta propria. Nel corso del film (girato con dei bellissimi campi lunghi e delle splendide inquadrature della natura) i due protagonisti si avvicineranno, influenzandosi l’altro: Pieter diventerà più mansueto e Janno comincerà finalmente a sfogare l’aggressività e la rabbia che aveva represso. A modo loro nessuno corrisponderà alla figura familiare maschile che hanno di fronte. Il padre di Janno li vorrebbe “Maschi-Alpha” e a questo stimolo i due risponderanno. La funzione di Pieter però sarà fondamentale per far capire a Janno “chi lui sia veramente”. In pratica Pieter metterà a nudo quella che sembra essere, all’apparenza, una classica famigliola del Mulino Bianco in versione sud africana. A The Harvesters manca una struttura drammaturgica degna di questo nome; sono troppi i momenti di stallo perché il film di Etienne Kallos possa davvero essere fluido e fruibile. Tuttavia, questo genere di errori è comune in tanti debutti di registi che successivamente, con un po’ di esperienza in più, possono dimostrare il loro valore. A Kallos, sicuramente, il talento non manca. Film comunque di livello e molto intenso.

Per qualsiasi domanda, suggerimento, o se voleste partecipare al progetto di questo Blog, di cui sareste i benvenuti, potete scrivere a: caprenne23@outlook.com

La visualizzazione ideale del Blog Caprenne è con schermo a risoluzione a 1920 x 1080

La locandina del film The Harvesters

Il Cast e la scheda di The Harvesters

Brent Vermeulen è Janno
Alex van Dyk è Pieter
Juliana Venter è Marie la madre di Janno
Morné Visser è Jan il padre di Janno
Regia e sceneggiatura di Etienne Kallos
Paese di origine: Sud Africa
Data di uscita del film: 20 febbraio 2019 in Francia
Genere: dramma
Lingua: Afrikaans – inglese
Durata: 1 ora e 42 minuti

I protagonisti del film

Brent Vermeulen è Janno

Alex van Dyk è Pieter

Leggi il resto di questa voce

Cruising (U.S.A., 1980)

Standard

Continuiamo ad arricchire la sezione – bacheca dei film <<Vintage – Cult>>. Oggi ripeschiamo un’altra pietra miliare del cinema Gay anni ’80: Cruising. Un investigatore viene incaricato di indagare su una serie di delitti commessi da un maniaco nel mondo degli omosessuali. L’agente si traveste come loro, frequenta i loro bar e ritrovi per cercare l’assassino. Ma intanto la frequentazione con i “diversi” ha fatto emergere qualcosa di “diverso” anche nel protagonista. Il film che ha fatto scandalo (ma anche cassetta) negli Usa è artisticamente molto valido; il ritratto notturno della metropoli newyorkese è di quelli che restano nella memoria e gelano il sangue. La storia è quella di un poliziotto (Pacino) che si infiltra negli ambienti gay alla ricerca di un serial killer. Il suo rapporto con la moglie si incrina e affiora sempre più tutta l’ambiguità del personaggio. Il film fù molto criticato dai benpensanti dell’epoca per il suo tema scabroso e le immagini molto crude; fu anche maldigerito dalla comunità gay perché continua a speculare sull’equazione gay = perversi. La storia è tratta da avvenimenti realmente accaduti, con una seria di omicidi avvenuti tra il 1973 e il 1979. A new York in quegli anni furono commessi numerosi omicidi con le stesse efferate caratteristiche. Questi delitti rimasero insoluti, e si ipotizza che siano stati opera di una stessa persona. Consigliato a cinefili e amanti del thriller. Buona visione.

Rilasciamo il film in formato .AVI doppiato in lingua italiana. Si consiglia la visualizzazione con il lettore universale VLC onde evitare problemi.

Per qualsiasi domanda, suggerimento, od altro, potete scrivere a: caprenne23@outlook.com

La visualizzazione del Blog Caprenne ideale è con uno schermo a risoluzione a 1920 x 1080

Una delle locandine del film Cruising

Il Cast e la scheda di Cruising

Al Pacino è Steve Burns
Paul Sorvino è il capitano Edelson
Karen Allen è Nancy
Richard Cox è Stuart Richards
Don Scardino è Ted Bailey
Joe Spinell è Patrolman DiSimone
Regia di William Friedkin
Sceneggiatura: William Friedkin e Gerald Walker
Paese di origine: U.S.A.
Data di uscita del film: 28 ottobre 1980 Italia
Genere: poliziesco – drammatico – giallo – thriller
Lingua: inglese
Durata: 1 ora e 42 minuti

Alcune immagini tratte dal film Cruising

         

Leggi il resto di questa voce