The Judgement (Egitto, 2023)

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Una coppia gay egiziana torna dagli Stati Uniti in Egitto a causa di un’emergenza familiare. Per rimanere al sicuro in un ambiente fortemente omofobico, i due fingono di essere semplici amici, ma il ritorno in Egitto mette già Mo in uno stato di ansia e inquietudine. Qualcuno conosce il segreto di Mo e gli lascia un oggetto legato alla stregoneria davanti alla porta, come una sorta di minaccia e vergogna. Mo, che finge di essere un ateo moderno, libero dalle superstizioni della sua religione e cultura, cade nel terrore dopo aver calpestato il manufatto. Le sue paure d’infanzia e i profondi timori religiosi riaffiorano, rivelando al suo fidanzato una vergogna che Mo non ha mai superato, mostrando come Mo consideri ancora la loro relazione peccaminosa. Questa esperienza spaventosa costringerà Mo ad affrontare ciò che ha sempre temuto, ma alla fine combatterà e troverà la sua libertà. Una sorta di “Suspiria” in salsa gay egizia. Storie di omofobia e stregoneria avvinghiate su se stesse, dove non si capisce dove comincia l’una e dove finisce l’altra. Sullo sfondo:
il problema dell’oscurantismo che ancora avvolge l’Egitto, come tanti altri paesi di quella zone, purtroppo.
Il caso, reale, di una attivista per i diritti LGBTQI, Sara Hegazi.
https://www.ilpost.it/2020/06/17/sarah-hegazi/
Due madri. Una si affida alla stregoneria per far “guarire” il figlio dall’omosessualità.
L’altra si affida alla preghiera per proteggere il figlio.

Ed un po’ tutto il corollario di usi e costumi di un paese islamico come l’Egitto.
Un po’ horror, un po’ drammatico, un po’ commedia, il regista ci accompagna verso la liberazione di questi tabù, raccontando due modi diversi di affrontare argomenti che in Egitto sono ancora appunto dei tabù e che sono condannati, l’omosessualità e la stregoneria.
Tenendo presente che “non tutto è quello che sembra”. E che nessuna stregoneria ha mai avuto il potere di fare nulla in realtà, salvo quello che le viene dato da noi. “ci maledicono da sempre, ma siamo comunque sempre andati avanti con le nostre vite”, dice alla fine Mo a Hisham.

La pellicola viene rilasciata in un formato .MP4 con i sotto titoli sovra impressi (i cosiddetti hardcoded), ed è visualizzabile direttamente in streaming o su qualunque tipo di lettore.

Si consiglia la visualizzazione con il lettore universale VLC onde evitare problemi.

Per qualsiasi domanda, suggerimento, o se voleste partecipare al progetto di questo Blog, di cui sareste i benvenuti, potete scrivere a: caprenne23@outlook.com

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La locandina del film The Judgement

Il Cast e la scheda di The Judgement

Junes Zahdi è Mo
Freddy Shahin è Hisham
Regia: Marwan Mokbel
Sceneggiatura: Marwan Mokbel
Data di uscita del film: 22 settembre 2023 U.S.A.
Paese di origine: Egitto – Libano – U.S.A.
Lingua: inglese – arabo
Durata: 1 ora e 51 minuti

I protagonisti del film

Junes Zahdi è Mo da adulto

Mo da piccolo

Freddy Shahin è Hisham         

Alcune immagini tratte dal film

Il trailer di The Judgement

Pellicola    MEGA link

Sottotitoli    MEGA link

 

Author: Dino Sauro Stupazzoni, 2024-08-22

Una risposta »

  1. Molti Paesi non sono stati ” benedetti” dalla cultura Illuminista che ha ben distinto il ” peccato” dal “reato” e riscattata la società dall’oscurantismo della superstizione.

    Bella la storia proposta ,che dà speranza .

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  2. Ciao, ho letto la prefazione dopo aver visto il film, Sono completamente in disaccordo, Non è un film drammatico, non appartiene alla categoria horror, non è una commedia. Secondo me è un pasticcio mal riuscito. Carini i due attori

  3. Mi ha lasciato un po’ di dubbi la storia… Un po’ di più che un po’… Ma le scene e i dialoghi finali sono così belli!!! Amor omnia vincit! E io ci credo. Ma quante persone dovranno ancora soffrire… Non da parte mia. Lo giuro!

    Paolo

  4. Io l’ho trovato bellissimo e intenso. Certo, lontano da stereotipi tipo “Elite”, ma proprio per questo vero per la realtà di Paesi in cui, come dicono bene in fondo, “non devono mai sentirsi al sicuro”. L’orrore è tutto in testa al ragazzo traumatizzato e nel fanatismo di chi li circonda. E purtroppo è un orrore del tutto attuale.

    Grazie per avercelo proposto e grazie per tutto il lavoro che fate.

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