Tom of Finland (Finlandia, Svezia, Danimarca, Germania, U.S.A. – 2017)

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Sopra la locandina del film

Oggi Vi proponiamo un film da voi molto atteso: il coinvolgente biopic di Dome Karukoski, Tom of Finland, una coproduzione tra Finlandia, Svezia, Danimarca, Germania, Stati Uniti e Regno Unito. Il racconto di come l’arte guarisce e libera, Tom of Finland fonde efficacemente la storia personale di Touko Laaksonen con la storia del movimento LGBT in Finlandia e Stati Uniti. Il protagonista del film, Touko Laaksonen, qui interpretato da Pekka Strang, era originario della Finlandia, paese dove l’omosessualità è stata decriminalizzata nel 1971 e declassificata come malattia nel 1981. Il film, scelto come rappresentante per la Finlandia agli Oscar 2018, narra la vita di Touko Laaksonen, artista baltico che divenne celebre per i suoi disegni a tematica leather bear gay. Laaksonen, che divenne un’icona del mondo omosessuale, fu già protagonista del documentario Daddy and the Muscle Academy (1991). Il film ha aperto la 32ª edizione del Lovers Film Festival di Torino. Intro di Dino Sauro Stupazzoni.

Trama di Tom of Finland

La pellicola racconta la vita di Touko Laaksonen, sia personale che artistica: il suo congedo, avvenuto alla fine della Seconda Guerra Mondiale; il closet in cui si trincera; l’inizio della sua storia d’amore; la sua tenacia verso la promozione della sua arte. Il protagonista, grazie ai suoi fumetti omoerotici, arriverà alla fama internazionale. tanto da divenire una icona gay in un periodo storico particolare – in quello che sfocerà negli anni della comparsa dell’AIDS.

Recensione di Tom of Finland di Sasà Sanguineti

Il film di Dome Karukoski ha tutte le prerogative per essere una pellicola di consumo: belle immagini, storia scorrevole, niente che possa infastidire lo spettatore moderno, magari svogliato e poco incline ad essere preso in un meccanismo che lo porti a elaborare ciò che sta guardando. Del resto, diverse pellicole nascono con il presupposto di essere un prodotto commerciale il che, sia ben chiaro, non è un male, soprattutto se ciò viene palesato. Però, visto l’argomento trattato, da questa opera ci si aspetterebbe un impegno diverso e una profondità che, in realtà, manca.
Karukoski è un giovane regista finlandese che ha respirato arte e cultura fin dall’infanzia – suo padre era un attore e un poeta mentre la madre lavorava nel giornalismo. Si distinse già con il suo primo lungometraggio Tyttö sinä olet tähti, vincitore di diversi premi; in seguito si dedicherà anche a video musicali e spot pubblicitari. Con Tom of Finland ha iniziato a dedicarsi a storie biografiche e, probabilmente, forte delle sue esperienze passate, ha lavorato molto sulla qualità dell’immagine.
Il film inizia, senza indugi, proponendo delle sequenze che sottolineano la presenza della tematica lgbtqi+: i nudi – mai frontali – del gruppo di soldati in sauna; gli sguardi del protagonista; gli adescamenti nel bosco. Non esplicita mai, in maniera diretta, l’omosessualità dell’artista: Tom, interpretato dall’attore finlandese Pekka Strang, è closeted e non ha intenzione di uscire da quel suo status, sfogando nel disegno i suoi pensieri e le sue pulsioni. Anche nella rappresentazione dei suoi contatti omoerotici, le immagini e i contenuti vengono proposti in modo che non disturbino, con l’uso di un filtro narrativo necessario per rendere l’argomento accettabile. Questa modalità è presente in tutto il film: mentre Tom vive la sua storia d’amore piuttosto che nel rapporto che ha con la sorella – più rivale che confidente.
Le scene dedicate all’amore trasgressivo sono sempre buie, caratterizzate da promiscuità e da rapporti che non vanno mai a indagare oltre ciò che può avvenire sotto le coperte (e non solo). Situazioni che sono vecchie modalità di rappresentazione che possiamo ricondurre già agli anni Ottanta: in tal senso, Cruising di William Friedkin può essere considerato il precursore.

Tom of Finland honors its subject with an empathetic, even-handed, and above all entertaining look at the pioneering art he produced from private turmoil.
(critica da Rotten Tomatoes)
Tom of Finland onora il suo soggetto con uno sguardo empatico, imparziale e soprattutto divertente sull’arte pionieristica che ha prodotto a partire da turbolenze private.
(critica da Rotten Tomatoes)

Oggettivamente, il lavoro di Karukoski non è un brutto film: gli attori sono guidati verso una interpretazione quasi distaccata, volta a rimarcare la situazione più che l’introspezione. Anche la musica viene usata con parsimonia ma in maniera efficace. Il montaggio è lineare, agevolando così la fluidità del racconto, e la fotografia è accurata, andando a creare– più con i giochi di ombre che di luci – delle suggestioni oramai conosciute. Anche qualche trovata registica è degna di nota, come il coniglio bianco che ogni tanto appare – che può rappresentare sia la porta su un mondo fantastico alla Lewis Carroll sia simboleggiare la frenesia sessuale – o il sogno erotico di Tom, impersonato dal personaggio fumettistico di Kake. Le lacune della sceneggiatura vengono ben celate da una narrazione scorrevole: il triangolo amoroso fra Tom, sua sorella e il futuro compagno di vita dell’artista – a cui avrebbero affittato una stanza, non si sa in base a quale esigenza – piuttosto che il ritrovarsi di Tom e Alijoki, compagno di scorribande notturne nei parchi divenuto, in seguito, diplomatico – l’incontro avviene in un’altra nazione e in carcere, luogo dove Tom era stato portato a seguito di un appuntamento amoroso finito male. Mentre il resto del cast è imbrigliato, fra scelte registiche e sceneggiatura, Taisto Oksanen (Alijoki) riesce a dare uno spessore che è apprezzabile, nella sua doppia veste di closeted e di persona costretta ad affrontare il suo outing. Gli altri: Pekka Strang (Tom) e Lauri Tilkanen (Veli, amante di Tom) sono contenuti nella loro rappresentazione omonormativa; Jessica Grabowsky (Kaija, sorella di Tom) nella sua forzata figura antagonista e moralizzatrice, diventa una macchietta poco credibile. L’argomento trattato e l’inizio del film lasciano supporre una volontà consapevole all’uso del queer baiting = adescamento dei gay; pensiero confermato con il proseguo della visione del film. Il percorso intimo di Laaksonen non viene scandagliato, se non brevemente, a vantaggio di un racconto più facile da accettare: persino la provocazione estrema dell’artista di usare le divise naziste per alcuni suoi personaggi non è indagata ma, del resto, sono molti i momenti incompiuti – il viaggio negli Stati Uniti o l’avvento dell’AIDS sono degli esempi. La conclusione, con il classico lieto fine, rende ancor più evanescente tutto il percorso dell’illustratore finnico.

In conclusione

Non meraviglia che la pellicola finlandese non sia stata selezionata fra le finaliste nella categoria Miglior film in lingua straniera al 90° Premio Oscar: nonostante sia un prodotto ben confezionato, le aspettative vengono disilluse. Ciò nonostante, rimane un discreto lavoro di cassetta: il clima domestico è più che sufficiente per godersi questa pellicola.

Note positive
Belle immagini e buona fotografia
Racconto fruibile di una biografia complessa
Note negative
Uso del queer baiting
Attori troppo limitati
Storia non approfondita

Questa pellicola ha dei sotto titoli già incorporati di default, viene rilasciata in un unico file, in formato .mkv. Si consiglia la visualizzazione sul player multimediale VLC. Per ogni chiarimento, dubbio, suggerimenti, proposte, se volete partecipare al progetto ed aiutarci, potete scrivere a : enrico8@virgilio.it Ed infine Vi ricordiamo la nostra pagina Facebook, https://www.facebook.com/people/Sottotitoli-italiani-per-film-e-serie-gay/100063589207670/

Il cast di Tom Of Finland

Pekka Strang è Touko Laaksonen (Tom of Finland)
Seumas Sargent è Doug
Jessica Grabowsky è Kaija Laaksonen (La sorella di Touko Laaksonen)
Lauri Tilkanen è Veli
Jakob Oftebro è Jack
Werner Daehn è Muller

Regia di Dome Karukoski

Un primo piano di Pekka Strang (che interpreta Touko Laaksonen = Tom of Finland)

Una sequenza del film quanto Touko Laaksonen presta il servizio militare

Un intenso primo piano di Pekka Strang (Touko Laaksonen) e Lauri Tilkanen (Veli)

Un particolare “triangolo amoroso”, Pekka Strang (Touko Laaksonen), Lauri Tilkanen (Veli) e Jessica Grabowsky (Kaija Laaksonen)

Una sequenza del film

Il trailer del film Tom of Finland

Pellicola:   MEGA link

Una risposta »

  1. Grazie. Proprio un bellissimo film: tenero, terribile, emozionante. Era parecchio che aspettavo di vederlo con sottotitoli italiani. Ho fatto bene ad attendere. A me sembra che l’arte di Tom of Finland sia diventata la sua lotta per affermare se stesso, ma soprattutto la libertà delle persone omosessuali. I suoi disegni allusivi, quelli erotici e anche quelli porno, esprimono ironia e gioia di vivere. E sono certamente meno pornografici, di ogni atteggiamento omofobo, soprattutto se violento e prevaricatore. La frase cult: Sarebbe più facile pubblicare i miei disegni in Vaticano che in Finlandia.
    Grazie del vostro lavoro.

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