Un rubio – The blonde one (Argentina 2019 )

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Questa settimana proponiamo un film del regista argentino Marco Berger. Per gli amanti del genere queer, il regista argentino, classe 1977 nato a Buenos Aires, è una garanzia. “Un rubio“, fu presentato al Festival di San Sebastian nel 2019 e nello stesso anno alla 34a edizione del Lovers Festival di Torino. Un film essenziale nella fotografia e scenografia, tutto rivolto ad inqudrare i due protagonisti, che sono il padrone di casa Juan, l’attore teatrale e danzatore Alfonso Baròn,  ed il nuovo inquilino Gabriel, detto Gabo, “il biondo” del titolo, interpretato da Gaston Re, già componente della squadra di “Taekwondo” e qui impegnato anche in veste di co-produttore. Gabriel si è trasferito da poco a casa del collega Juan nei sobborghi di Buenos Aires. Juan ospita ogni sera donne diverse ma rivolge a Gabriel sguardi di intesa e sfioramenti fugaci. I due si rendono conto quasi subito di piacersi e la loro relazione, vissuta quasi totalmente all’interno delle mura domestiche, inizia senza grandi titubanze.  Crogiolandosi nello splendore virile dei suoi meravigliosi interpreti maschili, Marco Berger riflette sul desiderio maschile, spingendo la tensione sessuale fino al punto di rottura. Cinema di sguardi e di silenzi, in cui i dialoghi servono soprattutto a suggerire una facciata, oltre che a raccontarci la quotidianità dei personaggi.

Un Rubio ha vinto 3 premi ed ottenuto 4 nominations (Fonte: IMDb). By Sauro

Il Cast del film

Gaston Re è Gabrile detto Gabo

Alfonso Barón è Juan

Malena Irusta è Ornella

Ailín Salas è Jiulia

Charly Velasco è Leandro

Regia di Marco Berger

La casa dei nonni di Ornella
Juan e Gabriel (Gabo)

Julia, Juan e Gabo

Gabo con la figlia Ornella

Gioco di sguardi tra Juan e Gabo

Una scena erotica del film

Il trailer del film

Author: Sauro 2022-10-20

Una risposta »

  1. ma questi sottotitoli?? perchè rovinare la poesia di Berger con commenti o inutili descrizioni? io adoro ciò che proponete e per il lavoro che fate non posso che ringraziarvi ma sta cosa proprio non la capisco 😦

    • Chiedo scusa, ogni commento è stato tolto, ed il file rinominato con lo stesso nome del film. Inconvenienti delle prime volte, portate pazienza, non succederà mai più. Sauro.

  2. La cinematografia Argentina per i films a tema non conosce rivali . Un film da vedere e rivedere. Ringrazio di cuore chi lo ha proposto ed ha permesso di apprezzarlo nella mia lingua.

  3. GRAZIE! altro bel film, i lunghi silenzi, gli sguardi mi hanno portato alla mente il primo Antonioni. Bravi gli attori, delicate le scene di nudo. Un film da gustare

  4. Ciao… Capisco che c’è qualcosa che non viene scritto qui e se ne può avere comunicazione per mail. Posso sapere anch’io come funziona ora il sito? Grazie.

    • Gentile Giacomo,
      tenere un Blog come questo richiede tempo, cura ed attenzione. E’ praticamente impossibile gestire tutto da soli. Per cui alcune persone, tra cui io che sto scrivendo, abbiamo deciso di aiutare Claudio nel progetto. Come tutti i “neofiti”, sono stati commessi errori di “gioventù”, ma piano piano stiamo tarando il tiro. Morale: per Voi non cambierà nulla. Portate soltanto pazienza in questi primi tempi di “affiancamento”. Una buona giornata e grazie di seguirci. Sauro.

  5. I film di Berger sono pazienti, e chiedono lo stesso impegno: costruisce tra silenzi, primi piani e dialoghi frangenti un micro cosmo di periferia, lontano dal clamore. I protagonisti si incontrano, si studiano, si amalgamano. Questo, più dei precedenti porta avanti la storia, che di solito giunge sulla conclusione. Il desiderio è palpabile, come l’ansia di chi dei due protagonisti, farà la prima mossa, è chiaro che si desiderano, è chiaro che poi continuano a cercarsi. Nel non scendere a compromessi di un finale patinato e per forza dovuto, regala anche con delicatezza la cosa più bella che ci si possa aspettare dopo tanto ardore nelle scene di passione tra i due, ovvero il candore della figlia e bambina di uno dei due protagonisti, che accoglie con complicità e trasporto la rivelazione del padre.

  6. Bel film, ottima definizione, e – per una volta – vince il più buono, il più mite che risulta anche il più coraggioso a fare i conti con se stesso. Qualche vuoto di battute nei sottotitoli. Problema mio? Bellissimo il vostro lavoro. Grazie di cuore Paolo

    • Sono stati dei sotto titoli piuttosto “tribolati”…. il “mestiere”
      di sotto titolatori, che tale non è, è tutto “volontariato”, è un mestiere difficile! Grazie dei complimenti! La vostra soddisfazione è la nostra gratificazione!

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