Al Berto (Portogallo 2017)

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Proponiamo un film che riscosse un buon consenso nel corso di Torino 2018. Si tratta di una produzione molto dolce, come il paese di produzione del film. Portogallo, estate 1975. Al Berto, venticinquenne poeta bohemien, fa ritorno nella nativa Sines da Bruxelles, dove ha vissuto molti anni lontanto dal suo paese. Il suo intento è di studiare da pittore. Il giovane inizia a frequentare i giovani artisti del luogo ed inizia una relazione sentimentale con uno di essi, João Maria.La sua villa, in cui organizza feste mai viste prima, diviene l’epicentro di un terremoto che sconvolge la quiete del sonnolento paesino: con lui i giovani, che vogliono vivere liberamente, contro di lui l’establishment, che,nonostante il vento di cambiamento che spira dopo la fine della dittatura, non riesce a capire comportamenti che giudica oltraggiosi, facendo storcere il naso ai benpensanti del luogo. Come la relazione tra Al Berto ed il bel João Maria…

Il film venne presentato al Lovers Festival di Torino nel corso della edizione del 2018. Il film ha ottenuto 13 premi e 29 nominations (Fonte: IMDb)

Il Cast del film

Ricardo Teixeira  è  Al Berto
José Pimentão è  João Maria do Ó
Raquel Rocha Vieira è Sara
José Leite è  Duarte

Regia di Vincente Alves

Il cast del film

La Villa di Al Berto

Una scena del film

Il Trailer

Author: Sauro 2022 10 04

Una risposta »

  1. GRAZIEEEE!!! finalmente sei tornato e con una chicca che come sempre appassiona ma fa anche riflettere. Dopo la dittatura viene la libertà, ma la libertà non è per tutti, le vicende di questo film mi hanno riportato all’attuale condizione russa dei gay. Grazie ancora e non ci fare attendere a lungo la tua prossima sorpresa

  2. In effetti un archivio come questo sarebbe un peccato perderlo, ma è anche molto importante che le persone, che altrimenti non riuscirebbero a vedere dei film interessanti, possano vederne di nuovi. Occorre aiutare il progetto, affinchè possa andare avanti.

  3. Bellissimo film, col soggetto che tiene dall’inizio alla fine; ottima regia per un cast eccezionale. Mi è piaciuto tantissimo la fotografia, a volte tutt’ombra, a volte tutta luce, un po’ come la vita stessa. Poesia pura!

  4. Bel film, che verte sulla potenza della parola come mezzo per plasmare, cambiare, portare cultura e cura. L’estro del protagonista, il poeta del titolo: eccessivo, sopra le righe e scomodo, è dirompente, come ogni persona di cultura, da pochi apprezzato e dal resto ostracizzato, giudicato, paradigma che mi ha ricordato il nostro immenso Pasolini.

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