Making love (USA, 1982)

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All’nterno dei film di genere Making Love è considerato forse il primo dramma hollywoodiano tradizionale ad affrontare i temi dell’omosessualità, del coming out e dei matrimoni di convenienza.
Nel 1982 erano usciti film come Personal Best , Victor/Victoria o Partner, nei quali si iniziavano a considerare i temi dell’omosessualità sotto una luce più tollerante e comprensiva.
Ovviamente era solo un inizio, per il ruolo principale di Zach il regista aveva contattato vari attori, fra cui Tom Berenger, Michael Douglas, Harrison Ford, William Hurt e Peter Strauss, ma tutti con varie scuse hanno rifiutato il ruolo, confermando così i timori dell’epoca che interpretare un ruolo gay potesse nuocere alla carriera di un attore.
Terminate le riprese nel 1981 l’uscita ufficiale di Making Love ritardò quasi un anno per la reazione negativa di Marvin Davis , il magnate del petrolio che aveva acquistato la 20th Century-Fox nell’aprile 1981: a una proiezione privata di Making Love Davis urla “Avete fatto un dannato film di froci!”, e se ne va.

Il famoso scrittore Scott Berg ha concepito la storia alla base del film utilizzando le confidenze dei compagni di college all’amico sceneggiatore Barry Sandler, che come Berg era apertamente gay. Berg pensava che il movimento gay fosse il prossimo grande movimento sociale del paese: dopo il movimento per i diritti dei neri degli anni ’60 e il movimento femminista degli anni ’70, il movimento gay sarebbe stato secondo lui quello degli anni ’80.
Il film, considerato il primo film hollywoodiano rivolto a un pubblico gay, contrappone due visioni di uno stile di vita gay: Zack desidera una relazione monogama a lungo termine, mentre Bart si mostra promiscuo e non interessato a prendere impegni.
La sigla del film, “Making Love” interpretata da Roberta Flack , è valsa ai suoi compositori – Burt Bacharach, Bruce Roberts e Carole Bayer Sager- una nomination ai Golden Globe per la migliore canzone originale da film.

Zach è un oncologo di successo, sposato da otto anni con Claire, dirigente di una rete televisiva.

La loro vita matrimoniale è apparentemente felice, manca solo un figlio a rendere tutto perfetto.

Ma Zach vive in segreto la sua omosessualità, che nasconde alla moglie e agli amici.

Fino al giorno in cui Zach incontra Bart McGuire, affascinante romanziere, con cui inizia una tormentata storia d’amore.

Mentre Zach spera in un rapporto affettivo a lungo termine, simile ad un matrimonio, Bart ha una visione più cinica ed edonistica, preferendo numerose avventure sessuali.

Ma sarà proprio Bart a spingere Zach a rivelare la propria omosessualità, fino a quel momento rimasta nascosta e latente.

Cast

Michael Ontkean è Zack Elliot
Harry Hamlin è Bart McGuire
Kate Jackson è Claire Elliot
Wendy Hiller è Winnie Bates
Arthur Hill è Henry
Nancy Olson è Christine

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Una risposta »

  1. In una scala da 1 a 10 do’ a questo film il massino ” score”. Era il 1981 ( mioddio più di 40 anni fa) e , tranne che per fare macchiette odiose tutte mossette e penosità varie , al cinema non si parlava certo di gay ed in questi termini vincenti. Bravi gli attori ( chi ricorda la Serie TV Charlie’s angels ?) ed accurato lo script. Grazie di cuore per avermi riportato ai miei primi trent’anni! anni .

  2. Grazie per questa copia… Oltre a questo volevo dirti: Ho il file perfetto di “Do comeco ao fim” (From beginnign to end – Dall’inizio alla fine) e anche quello dei sottotitoli (in sincrono). Penso tu conosca il film. È una bella storia di due fratelli/fratellastri, uniti e intimi fin da bambini… Penso tu legga quale sia la mia e-mail… Se ti interessa scrivimi oppure rispondi qui come posso contattarti.

  3. Sono d’accordo con Luigi e Carlo. Veramente un bel film. Uno dei primi film a tema che ho visto in videocassetta. Nella vicenda però non parlerei di matrimonio di convenienza… Zack è sincero nel suo amore verso la moglie: è proprio il clima sociale che lo blocca… E in quanto a blocchi… sono tuttora possibili. Il film si fa notare anche per un’elevata qualità dei sentimenti rappresentati, mai banalizzati.
    Mi fanno un po’ sorridere, oggi, le dichiarazioni dei personaggi che si… “confessano” alla telecamera… Però ai tempi mi avevano molto colpito: didascalico, ma sincero. Come sempre grazie, signor Caprenne. Buon cammino Paolo

  4. grazie di aver proposto questo film che, pur essendo figlio del suo tempo, resta sempre bello.
    Mi si perdoni una considerazione personale, il film mi tocca molto perché, escludendo il “lieto fine”, ci rivedo molte analogie con la mia vita.

    • Mi permetto rispondere , pur non essendo il giusto posto per una “chat”, a Riccardo per esprimere una considerazione personale sul mancato happy ending del film ; se si rapporta il tutto a due generazioni fa , il fatto che il protagonista riesca a vivere la sua vita secondo il suo essere ed addirittura rifarsi una vita con un altro compagno, credo sia un bel finale. Mi dispiace per le tue esperienze sgradite.

  5. Mi dispiace ma aveva proprio ragione Umberto Eco circa i ” leoni da tastiera”ed io mi sono raffigurato come tale nei confronti di Riccardo al quale chiedo scusa: non ho capito bene infatti quanto da lui scritto. Faccio doverosa ammenda!

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