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Ogni tanto non è male recuperare vecchi “classici” che quasi tutti hanno visto ma che non farà male rivedere, anche solo per misurare i progressi (o regressi) nella battaglia per i diritti.
Il Venezuela è sempre stato uno dei paesi del Sud America pervaso da una diffusa e atavica omofobia, grazie anche al forte influsso della chiesa cattolica. Di fronte a molti paesi latino-americani che hanno già riconosciuto legittimità alle unioni per le coppie dello stesso sesso, in Venezuela per ora se ne parla solo in maniera generica: dopo una presunta “apertura” del papa alle unioni gay, il dittatore Maduro ha invitato l’Assemblea Nazionale a discutere il matrimonio tra persone dello stesso sesso, durante il prossimo mandato (quindi rieleggetemi, altrimenti…). Come se non bastasse, il leader del Partito socialista (che si presume progressista) ha detto: «Ho amici e conoscenti che sono molto contenti di quanto ha detto il Papa. Lascio questo compito, il compito del matrimonio LGBT, alla prossima Assemblea nazionale».
Ma spesso si vedono sui muri graffiti con scritto “morte ai froci” e bande di teppisti attaccano e picchiano chiunque venga sospettato di essere gay. Nel film poi sentiamo dire “preferisco avere un figlio delinquente piuttosto che gay”.
In questo clima nel 2012 è uscito il film Azul y no tan rosa, diretto e scritto dal regista e attore Miguel Ferrari, la prima pellicola cinematografica a forte tematica LGBT mai prodotta in Venezuela.
A riprova del fatto che in qualunque società accanto a parti oscurantiste coesistono forze positive, il film ha avuto anche in patria un grande inatteso successo. Il film è rimasto in cartellone per otto mesi ed è stato visto da più di 600 mila spettatori. In seguito ha vinto il premio Goya 2014 (il più importante riconoscimento cinematografico spagnolo) come miglior film latino-americano.
In un Venezuela così violento e omofobo, saper raccontare una storia d’amore gay e renderla così attrattiva da avere un pubblico di tutto rispetto nelle sale, di per sè merita un grande elogio.
Diego è un fotografo gay che ha grande successo nel mondo della moda.
Diego ha vissuto una vita gay semiclandestina fino a quando si decide a convivere apertamente con il compagno Fabrizio.
Durante l’adolescenza Diego ha avuto una breve relazione etero, il figlio generato è stato portato dalla madre in Spagna.
Mentre Fabrizio subisce un tragico incidente, la madre telefona a Diego dicendogli che deve prendersi temporaneamente cura del figlio Armando.
Le incomprensioni tra padre e figlio non saranno poche, sentendosi entrambi come appartenenti a mondi diversi e lontani.
Armando fatica ad accettare lo sconosciuto mondo gay del padre e Diego non sa cosa voglia dire essere il padre di un adolescente etero.
Cast
Guillermo García è Diego
Ignacio Montes è Armando
Hilda Abrahamz è Delirio del Río
Carolina Torres è Perla Marina
Alexander Da Silva è Racso
Sócrates Serrano è Fabrizio
Elba Escobar è Rocío
Beatriz Valdés è Estrellita
Daniela Alvarado è Patricia
Mauricio Gomez Amoretti è Kevin
Aroldo Betancourt è Luis Fernando
William Goite è Elvys
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A proposito dei successi inaspettati di pellicole ” a tematica” , mi ricordo le sale stracolme per ” Il vizietto” che portava avanti odiosi ( a mio giudizio) cliche’ . Quando , pochi mesi dopo , è uscito il film ” Making love ” , un silenzio tombale ed imbarazzato erasceso in sala ed una vocina angosciata ha sussurrato .” Ma allora c’è pericolo che anche questi ti portino via il marito?! ”
Grazie per quanto fai , sei rimasto l’ultimo samurai per poterci fare gustare un film con i sub in italiano.
Caro Luigi, prezioso il tuo ricordo di “Making love” (un velo pietoso sul Vizietto), da diverso tempo mi ero procurato una copia rigorosamente con audio originale di”Making love” (immagino avrai visto la versione doppiata), forse è arrivato il momento di riproporlo con i sottotitoli, che ne pensi?
Sarebbe un’opere meritevole di sicuro! Grazie in anticipo!
E me lo chiedi? Penso che Making love , ben prima di BBM , sia stato il tentativo di far approdare in sala delle storie d’amore alternative. Spero tu abbia una copia decente del film , la mia è davvero pietosa . Attendo con piacere questo ennesimo regalo.
Grazie per il tuo lavoro
Ma che bel film, signor Caprenne!!! Grazie davvero di aver reso speciale la mia serata di ieri. Che belle queste storie! La ricerca del padre, la riconquista del figlio, la paura di impegnarsi, l’amicizia fra diversi, l’ambiente famigliare con le sue gioie quotidiane e le sue beghe rituali, la violenza omofoba e le sue interpretazioni, il dolore, l’affetto, l’abbraccio. E tutto il resto. Veri i personaggi, incisiva la storia, autentici i sentimenti e le emozioni. Ti viene voglia di piantare un pinetto e di aprire la finestra aspettando la tua stella cadente. Sempre grato, signor Caprenne. Paolo
Sono veramente contento che venga apprezzato questo film che mi è sempre stato caro, e poi un po’ di melodramma non guasta mai.
Grazie signor Caprenne per tutto il prezioso lavoro, anche questa proposta è molto bella.