El cazador (Argentina, 2020)

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El cazador è un film del 2020 del regista argentino Marco Berger, presentato in anteprima all’International Film Festival Rotterdam nel gennaio 2020.
I precedenti film di Berger [ su questo blog: Ausente (2011), Tension sexual – Volatile (2012), Hawaii (2013) ] sono in genere caratterizzati dal tema della tensione sessuale tra uomini, all’apparenza eterosessuali, che finiscono per cedere al desiderio di amici interessati.
Ne El cazador (che ho preferito tradurre non “cacciatore” ma “predatore“) il protagonista è stavolta un giovane adolescente, e tocca l’argomento è quello scabroso dei crimini di pedofilia e di abusi sui bambini e sugli adolescenti nelle reti web, sia pure senza farne il tema portante. Mentre i film precedenti sono incentrati su corpi maschili all’apice del desiderio, qui il desiderio è cancellato dal costante prevalere di spazi e ombre minacciosi, il cui terrore è sostenuto dalla misteriosa musica di sottofondo di Pedro Irusta, che già aveva firmato l’indimenticabile colonna sonora di Hawaii.

00 locanndina

Un accenno alla lingua, per la cui revisione ho avuto un aiuto prezioso dall’amico Luca del Cineforum EsseVu di Bologna. Infatti mentre i borghesi parlano un normale spagnolo castigliano, i ragazzi ed i personaggi del sottobosco equivoco usano la versione parlata di uno slang difficile anche da percepire all’ascolto. Speriamo di non essere incorsi in incidenti linguistici troppo gravi, il senso del significato credo comunque sia salvo.

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Il quindicenne Ezequiel viene lasciato a casa da solo quando i suoi genitori si recano in Europa per un mese.

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Un giorno allo skatepark incontra e stringe amicizia con Mono, un ventunenne con il quale inizia a esplorare la sua sessualità.

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Per il fine settimana Mono conduce Ezequiel nella casa di campagna del cugino trentenne, soprannominato El Chino.

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Dopo questo fatto, Mono scompare e blocca Ezequiel sui suoi social network.

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Poco dopo Ezequiel riceve su Whatsapp un video conle scene di sesso tra lui e Mono, precipitando così in un giro di bugie e ricatti.

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Ezequiel ricattato viene costretto ad adescare un ragazzino più giovane ad uso del mercato pedopornografico.

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Cast

Juan Pablo Cestaro è  Ezequiel
Lautaro Rodríguez è  Mono
Patricio Rodríguez è  Juan Ignacio
Juan Barberini è  El Chino

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  1. Un bel film di Marco Berger ! Temevo che , pur con il dovuto rispetto , ti fossi specializzato in pellicole orientali che sono ” leggermente ” lontane dai ritmi e tematiche alle quali sono abituato. Una pellicola , l’ultima di Marco Berger , da conservare e gustare . Claudio , ti sono grato sempre del tempo che ci dedichi. Luigi43

  2. Sono quasi convinto che Marco Berger si sia ispirato a Der Freischütz di Von Weber, e ci sta tutta! Nel Freischütz il diavolo (Samiel) chiede a coloro che hanno fatto il patto con lui di procuragli una nuova anima entro un certo tempo, che sembra quasi la richiesta del Chino ai ragazzi. Al minuto 01.06.00 poi, quando la telecamera sfoca l’immagine di Juan per mettere a fuoco l’immagine di Ezechiel, accompagnata da una musica sinistra e dall’espressione diabolica di quest’ultimo, tutto quadra.
    Marco Berger ha un tocco molto interessante, lascia sempre le situazioni sospese, come una nuvola di fumo che si dissolve in lontananza, quasi come se le situazioni che racconta fossero solo un segmento di una realtà più ampia. Ma a volte è irritante perché si avrebbe anche piacere di sapere come si concludono le storie che racconta!

    • Pur ascoltando l’opera da una vita non ho mai considerato troppo Der Freischütz quindi non posso confermare, ma ti ringrazio dell’osservazione e cercherò di colmare la lacuna. In ogni caso si dimostra la profondità del cinema di Berger, che emerge dalla massa dei film di genere.

      • Pensa che è una delle mie opere preferite, sarà per quello che ho fatto l’associazione 🙂

  3. Per certo resta , in questa pellicola di Berger , a differenza delle sue precedenti , un certo alone di non definito , un finale aperto alla sensibilità dello spettatore ; ma c’è sempre un montaggio ed una consequenzialità del racconto che , a mio sommesso avviso , pur con certe lentezze dell’azione , lo avvicina al modo di fare cinema al quale la ” decima Musa ” ci ha abituati.

  4. altro bel film di Marco Berger, a parte MARIPOSA credo di aver visto tutti i suoi lungometraggi, tipici i suoi finali che lasciano allo spettatore la scelta, in base alle proprie necessità, di concluderlo col suo immaginario. Grazie per averci dato la possibilità di apprezzarlo

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