Due film sul calcio 1 – Eleven men out (Islanda, 2005)

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Titolo originale: Strákarnir okkar
(trad: I nostri ragazzi – come viene chiamata la squadra nazionale islandese).
Regia: Róbert Ingi Douglas

Lo scorso 4 ottobre 2018 al Florence Queer Festival di Firenze è stato proiettato in anteprima il documentario “Il calciatore invisibile”, scritto e diretto da Matteo Tortora, e realizzato con una raccolta fondi su internet, il cosiddetto crowdfunding ( https://www.produzionidalbasso.com/project/il-calciatore-invisibile/ ).
Il documentario è il primo in Italia a trattare apertamente la storia di una squadra amatoriale di calcio composta da giocatori omosessuali, il Revolution Team di Firenze. L’omosessualità nel calcio esiste ma non si vede. Come ha dichiarato di recente l’ex giocatore della Roma, Radja Nainggolan: “I calciatori gay non fanno outing, sarebbero finiti”.
Date le enormi difficoltà che ancora in tutto il mondo si frappongono a considerare normale la presenza di giocatori gay nel calcio, ho pensato che fosse interessante recuperare un vecchio film islandese del 2005 (Strákarnir okkar, più conosciuto come Eleven men out) a confronto con uno più recente dalla Svizzera (Mario, 2018), per mostrare come dal 2005 il tempo sia passato abbastanza inutilmente, resistendo ancora fortemente il tabù della relazione tra la realtà Lgbt e lo sport più amato nel mondo: il calcio.

Direi di più: il film islandese del 2005 mostra un movimento LGBT allo stato nascente, ancora pieno di speranza e ottimismo, mentre il film del 2018, nell’era della ventata reazionaria e omofoba che attraversa l’Europa, è molto più pessimista sulla possibilità di scardinare i meccanismi economici che governano implacabilmente il calcio.

 

Ottar Thor è il giocatore principale della squadra di calcio islandese KR (Reykjavík FC).

Ottar è un giocatore benvoluto ma provoca scalpore quando di fronte alla squadre dichiara di essere gay.

Presto si ritrova in panchina per la maggior parte delle partite della squadra, tanto che decide di abbandonare la KR.

Si unisce così ad una piccola squadra amatoriale, la KS Pride, composta principalmente da uomini come lui – ragazzi gay che cercano di giocare a calcio in un mondo etero.

Il direttore della KR, fra l’altro padre di Ottar, prova di tutto per convincerlo a tornare a giocare per la vecchia squadra, ma il problema è che lui dovrebbe nascondere la sua natura prima di tornare al calcio professionistico.

Ottar ha anche una moglie con la quale si sta separando, e un figlio adolescente, Maggi, che non riesce ad affrontare il clamore mediatico che suo padre sta ricevendo.

Mentre si avicina il giorno del Gay Pride a Reykjavík, sembra che le cose possano giungere ad una soluzione.

 

Cast

Björn Hlynur Haraldsson  è Ottar Thor
Arnmundur Ernst Björnsson  è il figlio, Maggi
Lilja Nótt Þórarinsdóttir  è la moglie, Gugga
Sigurður Skúlason  è il padre, Eiríkur
Lilja Guðrún Þorvaldsdóttir  è la madrte, Ragnheiður
Jón Atli Jónasson  è il fratello, Orri
Helgi Björnsson  è il coach dei gay, Pétur

(nota: in molti casi i nomi sono dei patronimici: il suffisso -sson significa figlio di…, -dóttirsignifica figlia di…)

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Una risposta »

  1. Al tuo sacrosanto allarme e confronto tra le speranze di qualche anno fa e la dura realtà contemporanea , mi permetto , un poco fuori tema , notare le cinematografie Islandesi e Svizzere. Sono riuscite a creare piccoli capolavori ( Jitter/ Oroi , Cuore di pietra ed IlCerchio ) che mi hanno davvero stupito. Grazie ancora per quanto fai. Luigi Condemi

  2. Conosco poco della Svizzera, mentre mi sono sempre molto interessato a quanto proviene dall’Islanda, a partire da gruppi musicali come i Sigur Ros (ho anche postato un loro video https://caprenne.wordpress.com/2016/01/22/vidrar-vel-til-loftarasa-sigur-ros-islanda-2001/ ).
    Jitter/Oroi è da sempre uno dei miei film preferiti, ho in lista di attesa il recente Rift (2017) e
    Hjartasteinn. Ultimamente ho visto anche Trapped, una serieTV islandese del 2016 che ha aperto la moda dei mistery nordici.

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