Cruel winter blues (Corea, 2006)

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Regia di Lee Jeong-beom.
Titolo originale: Yeolhyeol nama | 열혈남아 (Uomo dal sangue freddo)

Cruel winter blues è stato uno dei primi film coreani del quale abbia fatto la traduzione, i sottotitoli poi pubblicati sul sito Asianworld.it. Passati diversi anni ho rifatto timing e traduzione per poterlo postare sul mio blog, senza mai dimenticare la collaborazione di allora con l’amico Leandro (nick cygnoman) di AW, purtroppo nel frattempo scomparso, una persona gentile e disponibile come pochi. Anche per ricordarlo pubblico la recensione da lui fatta per il film sulla pagina del sito AW.

“La cosa più dolorosa per un genitore è seppellire il proprio figlio”

Sessista, offensivo, strafottente, sarcastico, egocentrico, rabbioso, autoritario, volgare, maleducato, violento, arido, cinico, il malavitoso Jae-moon è un vero distillato di bastardità e anti-eroismo, la cui unica ambizione è portare a compimento la propria vendetta personale. In un mondo di individui torbidi e arraffoni, sempre pronti al doppio gioco e a alla prevaricazione dei propri sottoposti, Jae-moon si adegua ed esibisce un atteggiamento sprezzante perfino con il boss, diventando scomodo. Viene perciò inviato nel profondo della provincia coreana con il gradito incarico di far fuori l’assassino del suo più caro amico. Tuttavia, pare suggerire il film, anche nel male più estremo si nasconde in potenza il seme della positività.

Il compito di farlo germogliare in affetto e umanità – per quanto mai completamente e unilateralmente – spetterà alla madre della vittima designata, Kim Jeom-shim, elemento catalizzatore dei cambiamenti di Jae-moon e spettatrice esterna e involontaria delle dinamiche dell’underworld malavitoso, nel quale resta invischiata suo malgrado. Detto così potrà sembrare banale, ma a fare la differenza è un adeguato approfondimento della psicologia dei personaggi e l’interpretazione di uno strepitoso Seol Kyeong-gu (Oasis, Public Enemy), istrionico come non mai, accoppiato alla veterana Na Moon-hee (You Are My Sunshine, la serie My Name is Kim Sam-soon), altra performance impareggiabile e altro serio motivo per non perdere Cruel Winter Blues.

A fronte di un’ossatura narrativa minimale, spesso gracile e diluita, Cruel winter blues rimane un esordio impressionante, denso, coraggioso, col suo punto di forza in una trama intensa e in un cristallino splendore visuale, opera di una fotografia sapiente, rigorosa, tersa e incisiva. La visione non è certo avara di emozioni delicate, contrapposte alla violenza grafica e verbale, espressione diretta di una volontà – comune un po’ a tutti i personaggi – di auto/etero-distruzione. Anche se qualche volta non riesce a sottrarsi agli stilemi dettati dal genere, sotto le mentite spoglie di un gangster movie il regista Lee fa passare un dramma familiare candidamente toccante, sfruttando modalità espressive di entrambi i registri, ma focalizzando il baricentro del film esclusivamente sulle figure umane principali.

In contrapposizione alla progressiva ri-umanizzazione e riappropriazione della personalità perduta da parte del protagonista assistiamo alla de-umanizzazione e spersonalizzazione del suo assistente e, con tutta probabilità, successore ereditario Moon Chi-gook, interpretato da un tiepido ma all’occasione dignitoso Jo Han-seon. Infine funge da quarto personaggio-chiave lo stesso villaggio, presentato come fucina di criminali per la malavita organizzata, luogo maledetto, senza prospettive, senza distrazioni, vicolo cieco di una generazione inquieta e insoddisfatta. Tuttavia il ritrovarsi calato in quella quotidianità rassicurante, ripetitiva e, in un certo modo, calorosa, innesca nel protagonista la conquista della consapevolezza di quanto la propria vita sia stata futile e meschina fino a quel momento.

Tutta la lunga sequenza finale è intrisa di una pulsante e inesorabile drammaticità, stemperata dall’atteggiamento sornione e malizioso di Jae-moon, ma intensificata esponenzialmente fino agli ultimi, amarissimi, strazianti dieci minuti, nei quali vanno a confluire tutte le spinte distruttive centrifughe e quelle costruttive centripete, suscitando commozione (cerebrale) nello spettatore sensibile.

 

Cast

Seol Kyeong-goo è  Shim Jae-moon
Jo Han-seon è  Moon Chi-gook
Na Moon-hee  è  Kim Jeom-shim*
Yoon Je-moon è  Min Dae-shik
Ryoo Seung-ryeong è  Kim Min-jae
Oh Yong è  Park Sang-goon
Shim Yee-yeong è  Jo Mi-ryeong

(Nota: grazie alla superlativa interpretazione in Cruel winter blues, Na Moon-hee nel 2007 ha ricevuto il Blue Dragon Award come miglior attrice non protagonista).

 

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